Clinic Treviso 4-2-2008: appunti

Giovedì 2 Ottobre 2008

Treviso, 4 Febbraio 2008

Gioco spalle a canestro nel giovanile

Fabio Corbani (resp. Sett. Giovanile Benetton Treviso)

Difficoltà:

  • Mancano giocatori da imitare
  • Pochi campetti all’aperto
  • Sono almeno 10 anni che la moda è quella di far giocare tutti fronte canestro,
    anche i lunghi che ora tirano da 3
  • Non ci sono altri giochi, sport che usino il giro dorsale che possono stimolare

Ciò ha portato non solo a mancanza di post ma anche a mancanza di playmaker.

Ricordiamoci che il gioco in post è fondamentale per dare opportunità di segnare anche ai nostri giocatori più lenti.

Concetti offensivi

Posizione per chiamare la palla: tutti chiedono di appoggiare avanbraccio e chiamare palla con l’altro braccio disteso il più lontano possibile dal difensore, io invece chiedo di rx palla con il braccio
teso verso il compagno possibilmente accompagnando il braccio con il piede.

Non fare passaggi tesi al post perché se non devo levare contatto dal difensore troppo presto; no anche ai passaggi lob per evitare anticipi o sfondamenti. Passare la palla alta, battuta laterale, battuta centrale.

Per ricevere fare sempre un balzo di sicurezza verso palla (20-30cm non di più).

Dopo aver ricevuto usiamo il perno verso la linea di fondo perché cosi ho più spazio per l’1c1 e per il passaggio. Fondamentale è mostrare il perno facendo dei piccolissimi passettini avanti ed indietro: servono per mostrare all’arbitro il perno ma soprattutto per darci sicurezza (ed equilibrio).. In ogni esercizio 1c0 e 1c1 chiedo sempre ai miei giocatori di partire un gioco dal post facendo 2-3 passettini come descritto.

Se riceviamo palla dentro e non c’è raddoppio dobbiamo insistere affinchè il post giochi 1c1.

Altra cosa: chiediamo, in post, di giocare sempre in controllo: no alle accelerazioni perché rischio sfondamenti, passi per mancanza di equilibrio, tiri sbilanciati.

Non fare accontentare di un tiro pulito: bisogna concretizzare con dei tiri in avvicinamento tutte le situazioni di vantaggio.

Nota bene: negli 1c1 in post basso non lavorare solo lunghi con lunghi e piccoli con piccoli.. variare!

sketch

- Cercare la linea di passaggio.


- Dare ritmo richiamandoli: veloci a difendere e/o contare i – secondi dell’azione.


- Chi att poi dif.


- Anche dicendo a d2 di raddoppiare il post: sopra, centro (cercando la palla) o sotto

Correzioni: se vedo errore faccio ripetere situazione con correzione a mezza velocità e senza difesa agonistica poi faccio ripetere es. agonisticamente.

Concetti difensivi

Far fare tutto! Io ho vinto scudettini giocando solo a uomo ma mi sono pentito perché non ho dato ai ragazzi gli strumenti per affrontare difese a zona.

Difesa dietro (lasciamo “entrare la palla”): è un’idea se il post è scarso e se gli altri 4 anticipano forte impedendo poi che la palla esca Anticipo 3/4 : braccio avanti, piede avanti, altro braccio dietro che se no gli finisco davanti ogni volta.

Anticipo totale: spingere con culo per evitare che att possa saltare (deve essere impegnato a contrastare la nostra spinta).

Quando attacco riceve: lavoro di avanbraccio e di piedi ma bisogna essere pronti a cambiare avanbraccio di appoggio. Di solito concedo il centro.

I lunghi devono cercare la stoppata sui tiri in corsa e sugli aiuti: mai su 1c1 vicino canestro perch’ devo essere pronto a tagliare fuori.

Considerazioni finali

  • Capacità di giocare 1c1 è più bassa di 20 anni fa
  • Capacità coordinative più basse di 20 anni fa
  • Nazionale U20 Spagna è formata per l’80% da giocatori provenienti da città grandi come Barcellona o Madrid (con importanti spazi per giocare a basket anche all’aperto) mentre in Italia l’80% viene da città di provincia (dove si svolge ancora una qualche attività all’aperto)
  • I ragazzi si divertono a giocare in post
  • La generazione di giovani non è svogliata ma con obiettivi diversi rispetto a 20 anni fa: riferimenti diversi, scuola diversa, … Sono più sinceri di 20 anni fa però bisogna entrare nel loro “cerchio”
  • Ricordiamoci di trasmettere emozioni quando alleniamo.. possibilmente positive!

Clinic Marghera 6-12-2007: appunti

Domenica 3 Febbraio 2008

Venezia – Marghera (VE), giovedì 6 Dicembre 2007

Fondamentali e collaborazioni nella costruzione di un gioco d’attacco per categorie giovanili

Paolo Sfriso (head coach serie D IMPA Casier)

Quante volte nelle nostre squadre notiamo che in attacco è UNO SOLO e sempre lo stesso il giocatore che prende l’iniziativa nella nostra squadra?
Ecco, il nostro sistema offensivo, ispirato dai concetti che vogliamo trasmettere ai giocatori, deve dare ad ogni nostro giocatore l’opportunità di prendersi la propria iniziativa personale.
Concetti da trasmettere:

  • Controllo palla
  • Tempo del passaggio
  • Gioco senza palla
  • Efficacia nell’1c1
  • Capacità tattiche individuali

Dobbiamo creare giocatori AUTONOMI!

Priorità giocatore con palla

1. Prendere l’iniziativa

2. rapportarsi coi compagni
Nella metà campo difensiva priorità di quando entro in possesso della palla:

  1. Palleggio piano
  2. Cerco il passaggio
  3. Spingo forte il palleggio

Nella metà campo offensiva priorità di quando entro in possesso della palla:

  1. Tiro
  2. Passaggio
  3. 1c1

Priorità giocatore dopo il passaggio

  1. Se non so cosa fare, se non vedo spazio sto fermo
  2. Passata la palla taglio.

Priorità quando mi muovo

  1. Mi muovo tagliando verso il ferro
  2. Mi muovo allontanandomi da canestro per uscire fuori dalla linea dei 3 punti

Priorità degli altri giocatori SENZA palla

  1. Muoversi (vedi punto precedente) per rimpiazzare.

Esercizi

Ho smesso di usare come esercizi di destrezza gli esercizi di palleggio con coni o sedie perché in partita voglio che i giocatori palleggino a testa alta e non guardando per terra.

Due giocatori uno di fronte all’altro

  • Passarsi contemporaneamente la palla con una mano come se si trattasse di un movimento di tiro, raccogliere la palla con una sola mano.
  • Idem ma prima di passare faccio un palleggio con la stessa mano
  • Idem ma faccio 1 o 2 cambi di mano
  • Idem ma faccio una finta di cambio

In tutti questi es. coach gira per il campo e quando mostra mano ad un giocatore riceve palla, questi riceve palla dal compango e coach passa a quest’ultimo (alleniamo la visione periferica).

A1 in palleggio deve superare metà campo mentre d1 in palleggio deve toccarlo
A1 e a3 si toccano la palla e poi come fig.

  • Aggiungere un difensore su a5 ed obbligarlo a smarcarsi, d5 poi ostacolerà il passaggio

NB: tagliare DAVANTI al difensore.. chiedo sempre ai miei giocatori di cercare prima di passare davanti ai difensori e poi dietro.

C chiama i secondi: entro 6” devono passare ½ c.;entro 10” devono tirare. C se e quando chiama palla deve ricevere.Poi spieghiamo come battere il difensore: prima palleggio lento e poi lo batto col cambio di velocità e direzione. Poi lavoriamo a metà campo e sostituiamo giocatore a C
2c2

Giochi per lo “Spacing”

Correre liberamente per la metà campo occupando tutti gli spazi.. appena un compagno mostra la mano passargli la palla.

  • Aumentare il numero di palloni.
  • Cacciatore: tutti senza palla tranne uno o più. Chi è
    col pallone non può essere cacciato.. passare la palla ai compagni per
    salvarli
  • Cacciatore con palla: uno o più palloni, solo chi ha la
    palla può venire cacciato.. Farsi trovare liberi per ricevere e per
    salvare il compagno.
  • Anche senza palleggio.
5c5 fare 10 passaggi
5c5 dopo 6 passaggi si può attaccare canestro. Dire che dopo 4-5 passaggi i difensori devono si anticipare ma prepararsi anche a difendere.
1c1Anche 3c3

Note

  1. Attaccanti senza palla devono giocare davanti o dietro la palla perché orizzontalmente non ci sono passaggi possibili
  2. Spiegare che tagliare non serve solo a ricevere ma anche a liberare lo spazio per un compagno
  3. Se quello che insegniamo è troppo difficile limitiamo velocità

Clinic Bassano del Grappa 3-12-2007: appunti

Lunedì 21 Gennaio 2008

Bassano del Grappa, lunedì 3 Dicembre 2007

Psicologia applicata alla Pallacanestro

Jacopo Lodde, Head Coach Oderzo, B/2

Oggi le informazioni tecnico-tattiche sul basket si possono reperire dovunque in internet ed è per questo che per la differenza ad un certo livello viene fatta dalle competenze psicologiche.

Il basket è uno sport di situazione: non solo di situazioni di gioco ma anche situazioni emotive.

Il coach deve trovare la maniera di comunicare coi propri giocatori.

Ricordiamoci che tutti gli atleti in crescita cercano la maniera di incidere nel mondo.

In fase di formazione un giovane atleta deve essere umile.

Io: il coach

So ascoltare? So gestire la pressione? So trovare soluzioni sfruttando le risorse che ho a disposizione?

Esempio: la Reyer femminile negli anni passati ha fatto un grande lavoro tecnico con Michelini ma non si è mai lavorato a fondo sulle tensioni che c’erano in palestra. Quest’anno Riga ha modificato di poco la situazione tecnica pre-esistente ma ha alleggerito il clima in palestra ottenendo giocatrici sorridenti ed il primato in classifica.

Non basta il “saper fare”, nel basket c’è bisogno anche del “saper stare”.

Ad inizio stagione in una realtà nuova è importante ottenere rispetto da Società ed Atleti, SUBITO!

Nel basket non esistono casi patologici, non esistono casi psichiatrici, esistono difficoltà che vanno risolte tramite dei riduttori di complessità.

Riduttori di complessità:

  1. Chiariamo coi nostri interlocutori (società) la metodologia di comunicazione: a cena dopo la partita? Relazione scritta settimanale? Incontro ogni dopo-partita? Ricordiamoci di stabilire queste metodologie in base alle nostre capacità (es. se non sono in grado digestire l’arrabbiatura e la stanchezza nel dopo partita è inutile parlare la sera stessa perché non si sarebbe obiettivi). Nelle giovanili fare delle riunioni con giocatori e genitori per stabilire modalità di comunicazione.
  2. Definire la leadership: esiste un leader positivo all’interno dello spogliatoio?
  3. Definire la nostra conduzione del team

Conduzione del team

Come vogliamo condurre il team? Che figura vogliamo avere davanti ad i nostri giocatori? Vogliamo usare la figura del sergente di ferro, vogliamo essere autoritari? Può essere una buona idea con squadre dalla poca personalità, il “generale” è lontano emotivamente ma è ascoltato.

Vogliamo mettere in competizione i giocatori tra di loro? E’ un ottimo sistema se abbiamo il roster per farlo.. “dividi et impera” dicevano i Romani.. due persone divise, distanti, diventano più aggressive (es.: due persone che lottano per un posto in squadra si alleneranno più
intensamente)

Rapporti coi giocatori

Sono convinto che non esistano al mondo persone cattive a prescindere. Esistono però le distanze tra le persone e queste distanze si esprimono con l’aggressività: se sono distante da una persona sono aggressivo verso di essa.

Il ruolo del coach/riduttore di complessità deve essere quello di convogliare queste aggressività.

Ricordiamoci sempre di usare le risorse che abbiamo a disposizione, per insegnare la creanza e l’educazione alle nostre giovani leve potremmo anche utilizzare una qualche bandiera della società.

Ricordiamoci sempre che irrigidirci sulle nostre posizioni può solo portare a trasformare situazioni di difficoltà in situazioni patologiche.

Per renderci conto dei rapporti e delle connessioni tra i giocatori all’interno del nostro spogliatoio dopo una sconfitta chiudiamoci in spogliatoio e chiediamo ai giocatori di dare un commento (max 2’) sulla partita e di passare la palla a chi pensano la pensi come loro.

Lo psicologo al servizio dello sport

Lo psicologo ci può aiutare nella gestione dei nostri rapporti con team e società ma non ha la bacchetta magica: il suo ruolo è quello di facilitatore

  1. irrigidire schemi troppo laschi
  2. ammorbidire schemi troppo rigidi

Domande

· Nel scegliere i giocatori per la propria squadra bisogna guardare con attenzione anche alla chimica del gruppo (v. Benetton 2007-08).

· I leader negativi? E’ nostro compito gestirli al meglio, ove possibile naturalmente. Spesso per ridurre le distanze è necessario molto tempo.. non facciamolo in allenamento perché dedicare troppo tempo ad un giocatore solo può irritare gli altri. Usiamo al massimo le nostre capacità relazionali.

· Per evitare problemi diamo ritmo ai nostri allenamenti: se non ho fiato per parlare e non ho il tempo per pensare è difficile che crei problemi.

· Dialoghiamo con i nostri giocatori, facciamo loro domande aperte e facciamoli ragionare. Se si dimostrano restii ad accettare certe scelte portiamoli alla contraddizione, facciamogli sbattere la testa contro le loro errate convinzioni. Usiamo il paradosso.

· Non parliamo troppo ma pretendiamo da subito di essere ascoltati (rispettati) per prevenire situazioni dove il giocatore può pensare: “io in partita sono abituato a sentirmi parlare addosso ma tanto faccio quello che voglio”


Clinic Villorba 26-11-2007: appunti

Lunedì 14 Gennaio 2008

Il primo post di questo 2008 contiene, oltre agli appunti che, come al solito, non hanno la pretesa di essere completi ed esaurienti (per questi scopi esistono pubblicazioni in DVD e dispense), i miei migliori auguri per un sereno e proficuo Nuovo Anno.

L’ultimo mese e mezzo dell’anno passato mi ha visto partecipare a ben 3 clinic e visionare molte partite della Nazionale maggiore per confrontare i vari sistemi offensivi alternatisi sotto la gestione Carlo Recalcati.. piano piano pubblicherò tutto il materiale e le mie considerazioni (cui spero si aggiungano le Vostre, non lo nascondo ;-) ).

Villorba (TV), Lunedì 26 Novembre 2007

Introduzione ai blocchi e didattica del pick and roll

Cesare Pancotto (head coach Snaidero Udine – Serie A)

Vogliamo usare le collaborazioni per esaltare i singoli all’interno del gioco di squadra.

Prima però dovremmo avere dei singoli da esaltare.. per fare questo dobbiamo creare giocatori che sappiano battere il proprio difensore: di queste qualità spesso sono sprovvisti i giocatori italiani.

Nel nostro sistema offensivo usiamo le regole per far collaborare i giocatori, non per ingabbiarli.

Ricordiamoci che i nostri giocatori devono collaborare per tutti i 28m del campo, non solo in una fetta di campo dove giochiamo il pick and roll.

Personalmente mi piace lavorare sui 28m per trarre il massimo vantaggio dal contropiede (dove per “contropiede” intendo situazioni di sovrannumero o situazioni di parinumero ma con difesa sbilanciata o comunque non correttamente posizionata)


Voglio che i due esterni oltre il portatore di palla si posizionino agli angoli mentre il primo lungo a rimorchio occupi il centro dell’area per schiacciare la difesa.

Il secondo lungo a rimorchio si posizionerà come da figura e “collaborerà” in un gioco a 2 con il portatore di palla.

Nei prossimi due diagrammi l’idea globale del gioco che si intende sviluppare

La tecnica del pick and roll

E’ il palleggiatore a portare il difensore sul blocco. Come indicazione non dico solamente “passa spalla a spalla col blocco” ma “punta la spalla esterna dell’ultimo difensore”, ovvero:

In questo caso a1 deve puntare la spalla di d1 perché d5
è distante e non può essere considerato un difensore attivo sul p’n’r
In questo caso invece d5 esce sul blocco e diventa
l’ultimo difensore da battere per a1. Pertanto è proprio la spalla di d5 che
a1 dovrà prendere come riferimento.

Il palleggiatore deve portare il suo difensore orizzontalmente contro il blocco.

Il bloccante deve sempre essere cosciente di dove è posizionato il suo difensore:

in caso di cambio difensivo dobbiamo lavorare affinchè il bloccante tagli negando il recupero del suo (nuovo) difensore.

nel caso in cui il difensore del bloccante si posizioni per raddoppiare ancora prima che avvenga il blocco dobbiamo punirlo tagliando forte a canestro: collaborazione non significa solo bloccare, vuol dire anche leggere queste situazioni.

Su questi particolari, su queste letture, bisogna lavorare continuamente, noi lo facciamo tutto l’anno proponendo vari es. di lettura di situazioni con difesa guidata

Insegnamo a portare
il difensore sul blocco

Attaccare il
canestro senza sfruttare il blocco

Qui il bloccante a2
deve tagliare a canestro.

Spacing e Timing

Due cose sono fondamentali in attacco se vogliamo miglorare:

Occupare lo spazio corretto nel minor tempo

Curare la qualità dei passaggi

Come già detto collaborare non significa solo portarsi un blocco.. vuol dire anche collaborare negli spazi e nei tempi corretti

Esempio di es. 4c2.

Transizione

Riprendiamo il discorso del sistema offensivo: ecco uno sviluppo del nostro contropiede

Se da questi movimenti non arriviamo a nulla di buono entriamo nel nostro gioco che prevede una delle seguenti tre soluzioni per la penetrazione della guardia:

Es. per la costruzione:

Esercizi che ripetano i movimenti visti: 3c0. 4c0, 5c0 a ½ campo, ¾ e tutto campo.

Curiamo il pick and roll iniziale lavorando sull’angolo di blocco e sulla ricezione del bloccante che deve “tagliare fuori” il proprio difensore.

Ricordiamo che ciò che fa crescere i giocatori è:
1-Ripetizione dei movimenti; 2-Correzioni

Teniamo sempre presente questi due punti quando lavoriamo sull’analisi dei movimenti: 1-Tempo che abbiamo a disposizione; 2-Pigrizia dei ragazzi (dopo quanto tempo perdono la concentrazione?)

4 alto

Cerchiamo di servire questo primo taglio di a2

Conclusioni

Solitamente noi Mar e Mer lavoriamo su richiami alle collaborazioni a 2 ed a 3. Giovedì e Venerdì lavoriamo sul 5c5 mentre Sabato lavoriamo un’ora al mattino (a ritmo blando) con la ripetizione degli schemi 5c5 e dei rimedi difensivi che vogliamo mettere in atto nella partita del pomeriggio.

Ribadisco: è fondamentale lavorare sulle letture tutto l’anno; ricordiamoci sempre che aiutare i giocatori ad ottenere risultati personali ci fa guadagnare la loro fiducia.


Clinic Pordenone: appunti (2/2)

Sabato 29 Settembre 2007

Meneguzzo: la Zone Press 1-2-1-1

Pordenone 15-6-2007

Premesse

La zone press 1-2-1-1 è una difesa molto dispendiosa: dovremo avere giocatori fisicamente ed attitudinalmente pronti per farla.

I nostri giocatori devono avere chiari i concetti di difesa individuale, nessuna zona può essere attuata con efficacia se ai giocatori non sono chiari i concetti della difesa man-to-man.

In particolare in questa zone press deve essere chiaro il concetto di lato forte/debole.

Quando attuarla?

  • quando l’avversario non è abituato a fronteggiare il pressing
  • quando l’avversario ha problemi ad imbastire un gioco in pochi secondi dato che questa difesa fa perdere all’attacco parecchi secondi

La zone press 1-2-1-1

Disposizione base

A5 detta i movimenti della difesa (a5 è il big-man ed essendo spesso una persona timida sono solito uso questa
“responsabilità” per fargli prendere più fiducia), soprattutto i movimenti dei difensori sul lato debole. E’ sempre a5 che chiama la diagonale.Nota: molte squadre rimettono prevalentemente a destra

D4 è un lungo (o comunque un giocatore di stazza) veloce di piedi e mani e possibilmente con leve lunghe.Appena la palla è in movimento (muoversi quando la palla è ancora in aria) D4 si avvicina a a2 per chiudergli il centro ed impedirgli il passaggio di rientro (quindi con il corpo leggermente inclinato rispetto alla perpendicolare alla linea di fondo campo).D3 invece impedirà a a2 di avanzare chiudendo di fatto il raddoppio.

Nota Bene: la tecnica del raddoppio
Tracciare” la palla con la mano corretta (sx sel’attaccante mostra la palla sul mio lato sx o viceversa). Impedire ogni passaggio facile, obbligare l’attacco ad effettuare passaggi lob per permetterci di recuperare, di anticipare ocomunque di far perdere tempo all’attacco.

Indicazioni per il rientro dei difensori se il raddoppio viene battuto con un passaggio verticale

Notare che i difensori rientrano sempre “diagonalmente” (chiamare la “diagonale”)

Indicazioni per il rientro dei difensori se il raddoppio viene battuto con un passaggio diagonale
Notare che l’obiettivo della difesa, una volta che viene superato il primo raddoppio, è quello di raddoppiare nuovamente nelle due zone segnate in grigetto in figura, ovvero le zone che negli USA chiamano “cassa da morto”

Esercizi per la costruzione della zone press 1-2-1-1

1c1

A1: cerco di forzare il palleggio verso il centro. Quando d1 mi chiude mi fermo prima di fare sfondamento, mi riallargo e poi cambiando velocità torno a cercare di palleggiare sul centro.D1: devo chiudere con il petto i tentativi di a1 di passare la linea di mezzeria andandogli incontro quando
lui avanza verso il centro. Preso il contatto vado giù se l’attaccante forza oppure mi allargo se l’attaccante rinuncia.D1 cerca contatto con il petto e “traccia” subito la palla con le mani

2c2

1 di 2Coach rimette per a1 o a2, il difensore relativo chiude come da esercizio precedente con la differenza che qui a1 interrompe il palleggio arrestandosi una volta chiuso e passa la palla a a2 che si fa vedere dietro la linea della palla mentre d2 rientra diagonalmente
2 di 2A2 esegue la stessa cosa di a1, d2 corre a chiudere mentre d1 rientra diagonalmente e a1 si fa vedere dietro
la linea della palla.
Altro esercizio: 2c2 come da figura con coach che conta i 5” entro i quali a2 deve ripassare a a1 senza passaggio lob.

2c4

1 di 2
2 di 2

Come rientrare a difesa battuta

Se ho giocatori piccoli: uomo.

Se ho un 3 buono: 3-2

C’è anche chi rientra in 2-3 ma personalmente non adotto quasi mai questa soluzione perché ritengo la 2-3 una zona troppo conservativa.

Conclusioni

Oggi abbiamo visto i movimenti base di questa zone press e qualche esercizio per costruirla. Tuttavia nessuna zona così come nessun sistema offensivo prescinde da buoni fondamentali individuali dei nostri giocatori. Anche con Scariolo in A (con la Scavolini) facevamo non meno di 30’ di fondamentali individuali divisi tra lunghi e piccoli perchè questa è la chiave del successo.


Clinic Pordenone: appunti (1/2)

Lunedì 10 Settembre 2007

Ed ecco, come promesso, la prima parte degli appunti del clinic tenuto da Bizzozi e Meneguzzo in occasione delle Finali Nazionali U-16 di Pordenone di quest’anno.

Bizzozi: 1c1 senza palla

Pordenone 15-6-2007

Premesse

Quanto dedicare ai fondamentali? Io lavoro su pochi fondamentali concentrandomi sulla rapidità di esecuzione. Pochi fondamentali a grande intensità.

Giocare senza palla non è smarcarsi, giocare senza palla è andare a canestro ed è proprio a questo che servono i fondamentali: ad ANDARE A CANESTRO.

Come giocare senza palla? (Under 18)

  • usiamo il riferimento della linea dei 3 punti: giochiamo 1 metro fuori da essa
  • usiamo i tagli backdoor. Per smarcarsi fino a poco tempo fa insegnavo a fare un passo verso palla e poi a tagliare verso canestro, ora insegno direttamente, nel caso si sia anticipati, di tagliare verso canestro senza passettini perché vogliamo subito identificare lo spazio.

Nota: fino all’U-18 non parliamo mai di “cosa fa l’altra squadra” ma ci concentriamo di più su quello che vogliamo fare noi. Preferisco avere giocatori impegnati a dare il proprio meglio piuttosto che giocatori impauriti da quello che fa l’avversario. Per lo stesso motivo non usiamo VHS.

Quando difesa non anticipa ma attende in area faccio giocare un dai&segui

Se viceversa la difesa anticipa invece che lo smarcamento facciamo tagliare il ricevente e al posto delpassaggio usiamo il palleggio per portare la palla in posizione: usare il pllggio come il pssggio

Che sia un passaggio-passaggio o un passaggio tramite palleggio dopo il passaggio vogliamo sempre attaccare il canestro

Se a2 sceglie di attaccare canestro la nostra regola è mandare a1 a bloccare verticale

Se d2 passa dietro il blocco a1 riblocca mentre a2 si allarga in angolo

Se a2 mostra i pugni significa che non vuole ricevere ed allora andrà a bloccare

Nota: “cosa vuol fare un giocatore quando porta un blocco?” “Vuole fare canestro!” ma questo i nostri giocatori non lo sanno. Dobbiamo fare cultura cestistica ed insegnare la tecnica dei fondamentali ma soprattutto le letture corrette. Su un blocco il difensore può seguire, passare, cambiare.. in tutti i casi il nostro attacco deve sapere leggere cosa accade ed agire di conseguenza.

Non a caso i giocatori più forti sono quelli che guardano quello che fa la difesa e scelgono cosa fare.. i nostri ragazzi che prendono un blocco non guardano nemmeno il proprio difensore ed eseguono l’uscita a memoria.

Nota 2: difensivamente vogliamo impedire sempre i passaggi diretti anticipando forte ed obbligando l’attacco a servire i giocatori con lenti passaggi lob. Attenzione: vogliamo impedire i passaggi diretti NON negare la ricezione difendendo faccia a faccia.

Proposte pratiche: 2c2

Se a1 ha atteggiamento aggressivo (sta lavorando di palleggio per sbilanciare il difensore nell’1c1) a2 taglierà senza occupare lo spazio centrale (verso l’angolo). Se a1 non ha atteggiamento aggressivo a2 taglierà per attaccare il canestro.

Pick and roll

Il pick and roll lo usiamo dall’U19 in su, ma mai ad inizio schema. Preferisco giocare il pick and roll dopo un ribaltamento di lato perché la difesa sarà in difficoltà nel recupero sul lato debole e spesso riusciremo ad attaccare in sovrannumero 2c1 (come quando usiamo il dai&segui perché il difensore del ricevente gioca molto staccato).

I lunghi

Troppo spesso vedo lunghi abituati a rx solo dopo un blocco: dobbiamo insegnargli a ricevere anche da soli, usando il corpo per smarcarsi appoggiando il corpo al difensore e allargando il braccio opposto per rx il più distante possibile dalla difesa.

Partiamo proprio da qui per insegnare il gioco senza palla: partiamo dall’imparare a ricevere usando il proprio corpo.

Conclusioni

Dobbiamo “creare” giocatori creativi ed autonomi. Non importa se giocheranno in serie A od in Promozione, dobbiamo avere rispetto per loro e dare a tutti gli strumenti per migliorare; insegnamo a tutti, non solo ai più forti perché ci fanno vincere le partite.