Esami per tutti.. ma proprio tutti!

Lunedì 19 Novembre 2007

Dermarr Johnson aka Boss SlimQuesta che leggete è una riflessione covata a lungo, veramente a lungo. Spesso tra cestisti e cestofili di ogni ordine e rango quando si parla di Serie A ci si sofferma a confrontare i tempi d’oro (quando i Rivers giocavano da noi a 2mln di USD l’anno) con quelli attuali traendone prevalentemente conclusioni impietose.

Ad oggi due delle big, AJ Olimpia Milano e Benetton Treviso, hanno già rispedito a casa i loro coach: Zare Markovski ed Alessandro Ramagli. Il primo, lo ricordo, è artefice, in Italia, di un’ottima stagione ad Avellino e della prima finale scudetto dalla “rinascita” della Virtus Bologna; il secondo oltre ad ottime stagioni in Piemonte tramutando annualmente americani dallo sconosciuto passato in prospetti da big ha avuto il merito di disinnescare la bomba ad orologeria pesarese dopo il poco brillante avvio della passata stagione in LegaDue riportandola in Serie A.

Non due qualunque, se mi permettete, non due che non sappiano cosa significhi il lavoro in palestra o la gestione di un gruppo misto di italiani, slavi di varia estrazione e brotha americani, bensì due ottimi coach.

Negli ultimi due numeri di Giganti del Basket Zare ha descritto in maniera approfondita il suo sistema difensivo. Dirò la verità, non mi è piaciuto per nulla anche se un paio di idee nuove comunque me le ha date e sono spunti che non dimenticherò. Sapete quale è stato il mio primo pensiero finita la lettura? “Beh, io con i giocatori che ho e che avrò non potrò mai applicare una cosa simile, troppo complicata”.

In serie A però le cose dovrebbero essere completamente diverse avendo a che fare con professionisti ed invece.. La Benetton quest’anno sembrava aver fatto ottimi affari nel mercato Statunitense. Ma la copia cicciona di Austin presentatasi in Ghirada ha cominciato a far scricchiolare queste certezze e quando a campionato iniziato si è capito che DerMarr (nella foto in versione Boss Slim) non avrebbe mai piegato le ginocchia in difesa dopo 2 mesi che si mascherava il problema con la frase “deve adattarsi al gioco europeo ma in allenamento è già una bomba” queste certezze sono crollate del tutto e Ramagli ha deciso che quando una annata “nasce quadra” difficilmente “morirà tonda”.. meglio dedicarsi ad altro quindi..

Ma le sorprese “Made in USA” non finiscono qui, da Varese che puntava molto su Hodges alla Virtus bolognese che ha fatto carte false per avere 4 brotha tutti sono scontenti di atteggiamento, professionalità e tecnica individuale di questi “stranieri” profumatamente stipendiati. Guardare Montegranaro la scorsa stagione e la Virtus Bologna quest’anno fa impressione: sarà mica lo stesso allenatore in panca?

Le cose sono due: o un qualche misterioso virus ha fatto rimbambire tre dei migliori allenatori operanti in Italia o molti dei giocatori che approdano nello stivale mancano di professionalità e di tecnica individuale per poter giocare in una squadra con un sistema difensivo ed offensivo che non sia il “baea mia baea finia” (schema peraltro molto diffuso nella regular season NBA, ma questa è un’altra storia).

Costruire un sistema difensivo, costruire un attacco che vada oltre il pick’n'roll e la sparacchianza dall’arco è un lavoro che porta via settimane (forse mesi) anche per dei professionisti. Gli eventi FIBA spostati a Settembre incidono negativamente in questo, chi ha nazionali paga certamente le assenze di inizio anno che è l’unico periodo “tranquillo” per poter impostare qualcosa senza lo stress del risultato.

Tuttavia io non posso pensare che un giocatore che voglia giocare nella nostra Serie A non sappia fare un anticipo od una semplice rotazione per coprire una penetrazione dal lato forte. Ma questo è quello che vediamo ogni domenica con giocatori che saltato il loro uomo hanno praterie per arrivare al ferro e con attacchi che terminano con un 1c1-e-tiro-con-uomo-addosso ancor prima del pick’n'roll di inizio schema (chi si fa mancare un pick’n'roll al giorno d’oggi? ;-) ).

No, non ci siamo proprio. Ci fu chi, anni addietro, si battè come un leone affinchè gli allenatori stranieri prima di allenare in Italia dovessero superare un esame per essere abilitati ad alzarsi dalla panchina durante le partite perchè il fatto che abbiano il patentino Croato o Turco non è certo sufficiente per allenare questo immenso spettacolo tecnico-tattico che è la Serie A attuale. Bene.
Ora però le stesse persone si attivino affinchè anche i giocatori per essere abilitati ad alzarsi dalla panchina ed entrare nel rettangolo di gioco in un campionato Italiano debbano superare un test di ammissione perchè di vedere su Sky la domenica allenatori che spiegano ai propri giocatori chi devono tagliare fuori dopo un tiro libero o come si devono posizionare in difesa per fare un anticipo ne ho piene le tasche.

Che i responsabili “risorse umane” di ogni Società professionistica di pallacanestro comincino a valutare la voce “allenabilità” e “capacità tecniche oltre l’1c1″ di ogni candidato prima di inserirlo a roster perchè il pericolo che il caos sul rettangolo di gioco spinga gli spettatori paganti a fare altro la domenica è reale.

In una partita esordienti di 15gg fa un ragazzino ha preso un rimbalzo, ha passato la palla ad un compagno davanti a lui pronto in apertura che a sua volta l’ha passata ad un’altro compagno che era scappato via per il contropiede sulla corsia laterale il quale ha concluso il tutto con un passaggio di ritorno allo stesso giocatore che gliela aveva passata che ora tagliava verso canestro. “Ecco”, ho pensato, “un dai-e-vai mica l’ho visto in Armani Jeans – Benetton“.. ma secondo voi parlando di give-and-go con Reece Gaines o DerMarr Johnson cosa otterrete?


Ciao Luciano

Lunedì 5 Novembre 2007

Ciao Luciano

Si è spento, nella notte, Luciano Valerio, storico allenatore della PMP Oderzo (che portò anche in B/1 ) ma coach anche del miracolo femminile di Concordia Sagittaria (condotta in A/2) e di mille altre avventure.

Dovunque tu sia ora sono sicuro starai cercando qualche giovane talento cui insegnare questo meraviglioso sport.

Un abbraccio a Lia Rebecca, al fratellino ed alla loro Mamma.


Rimessa dal fondo “Base”

Lunedì 29 Ottobre 2007
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by Umberto Vezzosi, giovanili Virtus Siena

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Se d5 dovesse anticipare il movimento di a5 mettendo il corpo davanti alla traiettoria ed impedendo a a5 di andare a bloccare a5 con un giro dorsale taglia fuori il proprio difensore e rx sotto canestro.

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Tre volte invano

Lunedì 8 Ottobre 2007

Tre volte invanoA cosa servono i grandi varietà televisivi serali autunnali se non a farci re-innamorare della lettura? Dopo alcuni giorni di attesa è arrivata la mia copia del pubblicizzato romanzo “Tre volte invano” di Emiliano Poddi sua opera d’esordio a sfondo cestistico.

Partiamo dal principio: il libro è un romanzo e non una divulgazione tecnica. Il libro l’ho appena cominciato a leggere pertanto non vi farò nessuna pseudo-recensione (per quelle cliccate QUI) ma promette molto bene.

Forse vi chiederete perchè ve ne parlo: il primo motivo è che trovo corretto dare spazio a quelle iniziative non prettamente tecniche che valorizzano comunque il nostro sport.. se anche voi, come me, tenete a casa una piccola biblio-video-ludoteca con libri, fumetti, dvd e videogiochi a tema cestistico da dare ai vostri giovani atleti per stimolarli ed appassionarli al basket mi capirete ancora meglio.

Il secondo motivo è che non posso non raccontarvi la scena vissuta con l’addetta vendite di una nota libreria di Trieste per ordinare il libro. Ecco il dialogo:

IO: “Salve, ho visto che non avete un libro, posso ordinarlo?”
Commessa: “Sì, se è ancora disponibile a sistema certo.. mi dica..”

I: “Tre volte invano”
C: “Tre metri sotto, ok”

I: “No, no, che tre metri sotto.. Tre volte invano”
C: “Ah, tre morti sottacqua!”

I: spalanco gli occhi e penso tra me: mi sta prendendo in giro? “No, mi scusi, il titolo è Tre volte invano”
C:  “Ah, tre morte e un nano! Scusi se non capivo ma c’è casino qui” (dietro di lei non c’è nessuno e nella libreria c’è il solito silenzio di ogni libreria)

I: Comincio a pensare abbia problemi seri, tuttavia non demordo “No, abbia pazienza: Tre volte invano” (cerco di mimare con le braccia il titolo..)
C: (a voce alta) “Tre volte in bagno?” (la fila alla cassa si gira e ci fissa)

I: mi giro dall’altra parte per non incenerirla con lo sguardo mentre la mia fidanzata ha l’intelligenza di spiegare all’altro commesso il titolo e di portare a compimento la prenotazione.
C: “Ah, tre volte invano, inutilmente! Mi scusi ma c’è un baccano qui dietro..”
I: “Già.. non si preoccupi.. capita anche a me..”  (Con gli occhi cerco di scovare le telecamere nascoste della Candid perchè non può essere altro che una messinscena vero?)

Non era una candid camera.


Clinic Pordenone: appunti (2/2)

Sabato 29 Settembre 2007

Meneguzzo: la Zone Press 1-2-1-1

Pordenone 15-6-2007

Premesse

La zone press 1-2-1-1 è una difesa molto dispendiosa: dovremo avere giocatori fisicamente ed attitudinalmente pronti per farla.

I nostri giocatori devono avere chiari i concetti di difesa individuale, nessuna zona può essere attuata con efficacia se ai giocatori non sono chiari i concetti della difesa man-to-man.

In particolare in questa zone press deve essere chiaro il concetto di lato forte/debole.

Quando attuarla?

  • quando l’avversario non è abituato a fronteggiare il pressing
  • quando l’avversario ha problemi ad imbastire un gioco in pochi secondi dato che questa difesa fa perdere all’attacco parecchi secondi

La zone press 1-2-1-1

Disposizione base

A5 detta i movimenti della difesa (a5 è il big-man ed essendo spesso una persona timida sono solito uso questa
“responsabilità” per fargli prendere più fiducia), soprattutto i movimenti dei difensori sul lato debole. E’ sempre a5 che chiama la diagonale.Nota: molte squadre rimettono prevalentemente a destra

D4 è un lungo (o comunque un giocatore di stazza) veloce di piedi e mani e possibilmente con leve lunghe.Appena la palla è in movimento (muoversi quando la palla è ancora in aria) D4 si avvicina a a2 per chiudergli il centro ed impedirgli il passaggio di rientro (quindi con il corpo leggermente inclinato rispetto alla perpendicolare alla linea di fondo campo).D3 invece impedirà a a2 di avanzare chiudendo di fatto il raddoppio.

Nota Bene: la tecnica del raddoppio
Tracciare” la palla con la mano corretta (sx sel’attaccante mostra la palla sul mio lato sx o viceversa). Impedire ogni passaggio facile, obbligare l’attacco ad effettuare passaggi lob per permetterci di recuperare, di anticipare ocomunque di far perdere tempo all’attacco.

Indicazioni per il rientro dei difensori se il raddoppio viene battuto con un passaggio verticale

Notare che i difensori rientrano sempre “diagonalmente” (chiamare la “diagonale”)

Indicazioni per il rientro dei difensori se il raddoppio viene battuto con un passaggio diagonale
Notare che l’obiettivo della difesa, una volta che viene superato il primo raddoppio, è quello di raddoppiare nuovamente nelle due zone segnate in grigetto in figura, ovvero le zone che negli USA chiamano “cassa da morto”

Esercizi per la costruzione della zone press 1-2-1-1

1c1

A1: cerco di forzare il palleggio verso il centro. Quando d1 mi chiude mi fermo prima di fare sfondamento, mi riallargo e poi cambiando velocità torno a cercare di palleggiare sul centro.D1: devo chiudere con il petto i tentativi di a1 di passare la linea di mezzeria andandogli incontro quando
lui avanza verso il centro. Preso il contatto vado giù se l’attaccante forza oppure mi allargo se l’attaccante rinuncia.D1 cerca contatto con il petto e “traccia” subito la palla con le mani

2c2

1 di 2Coach rimette per a1 o a2, il difensore relativo chiude come da esercizio precedente con la differenza che qui a1 interrompe il palleggio arrestandosi una volta chiuso e passa la palla a a2 che si fa vedere dietro la linea della palla mentre d2 rientra diagonalmente
2 di 2A2 esegue la stessa cosa di a1, d2 corre a chiudere mentre d1 rientra diagonalmente e a1 si fa vedere dietro
la linea della palla.
Altro esercizio: 2c2 come da figura con coach che conta i 5” entro i quali a2 deve ripassare a a1 senza passaggio lob.

2c4

1 di 2
2 di 2

Come rientrare a difesa battuta

Se ho giocatori piccoli: uomo.

Se ho un 3 buono: 3-2

C’è anche chi rientra in 2-3 ma personalmente non adotto quasi mai questa soluzione perché ritengo la 2-3 una zona troppo conservativa.

Conclusioni

Oggi abbiamo visto i movimenti base di questa zone press e qualche esercizio per costruirla. Tuttavia nessuna zona così come nessun sistema offensivo prescinde da buoni fondamentali individuali dei nostri giocatori. Anche con Scariolo in A (con la Scavolini) facevamo non meno di 30’ di fondamentali individuali divisi tra lunghi e piccoli perchè questa è la chiave del successo.


Clinic Pordenone: appunti (1/2)

Lunedì 10 Settembre 2007

Ed ecco, come promesso, la prima parte degli appunti del clinic tenuto da Bizzozi e Meneguzzo in occasione delle Finali Nazionali U-16 di Pordenone di quest’anno.

Bizzozi: 1c1 senza palla

Pordenone 15-6-2007

Premesse

Quanto dedicare ai fondamentali? Io lavoro su pochi fondamentali concentrandomi sulla rapidità di esecuzione. Pochi fondamentali a grande intensità.

Giocare senza palla non è smarcarsi, giocare senza palla è andare a canestro ed è proprio a questo che servono i fondamentali: ad ANDARE A CANESTRO.

Come giocare senza palla? (Under 18)

  • usiamo il riferimento della linea dei 3 punti: giochiamo 1 metro fuori da essa
  • usiamo i tagli backdoor. Per smarcarsi fino a poco tempo fa insegnavo a fare un passo verso palla e poi a tagliare verso canestro, ora insegno direttamente, nel caso si sia anticipati, di tagliare verso canestro senza passettini perché vogliamo subito identificare lo spazio.

Nota: fino all’U-18 non parliamo mai di “cosa fa l’altra squadra” ma ci concentriamo di più su quello che vogliamo fare noi. Preferisco avere giocatori impegnati a dare il proprio meglio piuttosto che giocatori impauriti da quello che fa l’avversario. Per lo stesso motivo non usiamo VHS.

Quando difesa non anticipa ma attende in area faccio giocare un dai&segui

Se viceversa la difesa anticipa invece che lo smarcamento facciamo tagliare il ricevente e al posto delpassaggio usiamo il palleggio per portare la palla in posizione: usare il pllggio come il pssggio

Che sia un passaggio-passaggio o un passaggio tramite palleggio dopo il passaggio vogliamo sempre attaccare il canestro

Se a2 sceglie di attaccare canestro la nostra regola è mandare a1 a bloccare verticale

Se d2 passa dietro il blocco a1 riblocca mentre a2 si allarga in angolo

Se a2 mostra i pugni significa che non vuole ricevere ed allora andrà a bloccare

Nota: “cosa vuol fare un giocatore quando porta un blocco?” “Vuole fare canestro!” ma questo i nostri giocatori non lo sanno. Dobbiamo fare cultura cestistica ed insegnare la tecnica dei fondamentali ma soprattutto le letture corrette. Su un blocco il difensore può seguire, passare, cambiare.. in tutti i casi il nostro attacco deve sapere leggere cosa accade ed agire di conseguenza.

Non a caso i giocatori più forti sono quelli che guardano quello che fa la difesa e scelgono cosa fare.. i nostri ragazzi che prendono un blocco non guardano nemmeno il proprio difensore ed eseguono l’uscita a memoria.

Nota 2: difensivamente vogliamo impedire sempre i passaggi diretti anticipando forte ed obbligando l’attacco a servire i giocatori con lenti passaggi lob. Attenzione: vogliamo impedire i passaggi diretti NON negare la ricezione difendendo faccia a faccia.

Proposte pratiche: 2c2

Se a1 ha atteggiamento aggressivo (sta lavorando di palleggio per sbilanciare il difensore nell’1c1) a2 taglierà senza occupare lo spazio centrale (verso l’angolo). Se a1 non ha atteggiamento aggressivo a2 taglierà per attaccare il canestro.

Pick and roll

Il pick and roll lo usiamo dall’U19 in su, ma mai ad inizio schema. Preferisco giocare il pick and roll dopo un ribaltamento di lato perché la difesa sarà in difficoltà nel recupero sul lato debole e spesso riusciremo ad attaccare in sovrannumero 2c1 (come quando usiamo il dai&segui perché il difensore del ricevente gioca molto staccato).

I lunghi

Troppo spesso vedo lunghi abituati a rx solo dopo un blocco: dobbiamo insegnargli a ricevere anche da soli, usando il corpo per smarcarsi appoggiando il corpo al difensore e allargando il braccio opposto per rx il più distante possibile dalla difesa.

Partiamo proprio da qui per insegnare il gioco senza palla: partiamo dall’imparare a ricevere usando il proprio corpo.

Conclusioni

Dobbiamo “creare” giocatori creativi ed autonomi. Non importa se giocheranno in serie A od in Promozione, dobbiamo avere rispetto per loro e dare a tutti gli strumenti per migliorare; insegnamo a tutti, non solo ai più forti perché ci fanno vincere le partite.


Lo schema vincente del Panathinaikos in finale di Eurolega

Domenica 2 Settembre 2007

Scusate se “ho latitato” fino ad oggi ma tra lavoro è ferie non ho potuto dedicare neanche un momento a questo blog. Giusto per ribadire che il progetto HeyCoach è assolutamente amatoriale ;-)

Ho pensato a lungo se pubblicare quanto scoutato dalla partita di finale di Eurolega 2007 relativamente al Pana perchè su Giganti del Basket di Giugno c’è il sistema offensivo completo descritto direttamente (e minuziosamente) da Obradovic.. ho preferito lasciare a lui tali spiegazioni dato che pare molto più competente di me a riguardo ;-)

Quello che vi presento qui sotto, che non troverete su Giganti del Basket, è lo schemino con cui Obradovic negli ultimi minuti ha chiuso la partita. Zelimir chiama minuto, disegna qualche linea sulla lavagnetta e la partita passa da +2 CSKA alla vittoria (netta) del Panathinaikos.

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Questo è il gioco che ha messo in crisi il CSKA nel momento in cui i russi erano addirittura passati in vantaggio. Non so se fosse un gioco preparato a tavolino ma di per certo ho cominciato a vederlo solo dopo un time-out di Obradovic.

La difesa del CSKA sta mettendo parecchia pressione sulle linee di passaggio sfruttando l’arma del cambio sistematico ed impedendo a Batiste di ricevere passaggi facili.

Lo stesso Batiste, cercato incessantemente per tutta la partita, pare essere in un momento di defaiance.

Obradovic decide che è il momento di giocare per Siskaukas.

Non ci sono magheggi particolari: a1 (Diamantidis) comincia il gioco dalla posizione di guardia dove ci sono due giocatori, a4 ed a3 con a4 che blocca verticale per liberare a3 in punta.

a5 nel frattempo taglia e va a giocare in angolo sul lato forte portando con sè il suo difensore (Van Den Spiegel aveva creato qualche problema con la sua intimidazione nel pitturato).

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Nel cambio difensivo sul blocco verticale Smodis finisce a marcare Siskaukas che se lo beve che è un piacere: se d2 aiuta a2 (Hatzivrettas) punisce da tre punti, se d4 aiuta Siska ha lo scarico pronto e se d5 ha l’imprudenza di aiutare a sua volta Siska serve a5 (Batiste) in angolo per un tiro dai sei metri o per una penetrazione non appena d5 recupera la posizione difensiva.

Sarà comunque il duello Siska-Smodis a decidere la partita in favore dei greci con lo sloveno in notevole difficoltà sulla rapidità del lituano. Pioveranno falli pagati con liberi convertiti e tiri da tre punti sulle rotazioni difensive.

Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile se nel Pana non avesse giocato un giocatore completo come Siskaukas in grado di tirare, passare e penetrare ma soprattutto di leggere la difesa.

Obradovic questo lo sapeva e gli ha dato le chiavi della partita in mano.


Rimessa dal fondo – CSKA (Eurolega 2006-’07)

Lunedì 23 Luglio 2007

In questa ultima puntata riguardante la finalista perdente vedremo una rimessa dal fondo usata. La prossima puntata partiremo invece con gli schemi del Panathinaikos Campione.

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a2 è Langdon: un tiratore che anche sul lato debole è meglio non lasciare mai troppo libero.

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Se nessuno fra a1, a2, a5 è riuscito a ricevere (a1 di solito è sempre libero dato che il suo difensore flottando sarà più interessato ad anticipare a5 piuttosto che a difendere sul proprio attaccante) il lato forte viene lasciato a completa disposizione della capacità di smarcamento di a4.. quando si ha uno Smodis evidentemente la cosa conviene ;-) .


Gli attacchi delle finali di Eurolega (2)

Lunedì 16 Luglio 2007

Mi perdonerete se ho saltato un giro ma sono parecchio impegnato.. spero in settimana di trascrivere anche gli appunti del clinic di Bizzozi (fresco di nomina a vice in Fortitudo) e Meneguzzi a Pordenone

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Usato dal CSKA (Messina) Eurolega ‘06

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Gli attacchi delle finali di Eurolega (1)

Lunedì 2 Luglio 2007

Come promesso ecco la prima di quattro puntate in cui presenterò gli schemi d’attacco utilizzati da CSKA e Panathinaikos nella più bella finale d’Eurolega degli ultimi anni, forse di sempre. Per cavalleria partirò dai secondi classificati ovvero il CSKA di Ettore Messina che nonostante l’assenza di Vanterpol ed uno Smodis evanescente riesce a tenere impegnato il Pana ed a sfiorare il colpaccio nel finale grazie ad un Papaloukas immenso.

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Utilizzato dal CSKA alle Final Four Eurolega 2007

1-Papaloukas (Holden)
2-Holden (Langdon)
3-Torres
4-Smodis (Andersen)
5-Savrasenko (Van Den Spiegel)

Il CSKA usa il classico schema “corna” con alcune varianti rispetto ai movimenti classici: ecco la prima “versione”.

a5 (il lungo con maggior stazza) blocca in post basso per a2 mentre l’altro lungo si alza fuori dai tre punti per ricevere.

a1 passa e taglia sullo stesso lato della palla.

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Appena a1 arriva in post basso a3 taglia sfruttando i blocchi in sequenza di a1 ed a5.

Qui abbiamo le prime due opzioni per concludere:

a) servire a1 dopo il blocco e giro (Papaloukas ha ottimi movimenti dal post basso)

b) servire a3 in uscita dal doppio stag attraverso la sponda di a2

N.B. se la palla arriva ad a1 a4 dopo il passaggio blocca orizzontale per a2

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a4 dopo aver passato a a2 blocca verticale per a1 che si riprende la palla e palleggia verso il centro mentre a2 si allarga in guardia.

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a1 chiama a5 per il pick and roll centrale; a4 si allarga fuori dai 3 punti diventando la prima opzione per lo scarico se d4 dovesse coprire sul taglio di a5.

Notare che se d4 aiuta per coprire il centro dell’area una volta che a4 ricever\’e0 sar\’e0 costretto nuovamente a tornare sul suo attaccante e questo porter\’e0 la difesa nuovamente in situazione di 1 a 1 liberando a5 dalla doppia marcatura.

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Illustriamo ora la seconda variante che si attua quando il playmaker dopo il passaggio va a ricevere il passaggio consegnato del lungo: a3 blocca cieco per a4 che passa consegnato e si alza in punta

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Il primo obiettivo rimane comunque quello di servire il lungo dopo che ha ricevuto il blocco cieco.

Sull’altro lato a5 blocca verticale per a2 per tenere impegnata la difesa.

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Un’altra opzione viene chiamata tramite l’apertura del gioco con un dai e segui (giocato col lungo di maggior stazza): l’esterno sul lato della palla blocca diagonale per il lungo sul lato debole e a4 taglia per ricevere in post basso.

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a5 dopo il dai e segui blocca orizzontale per a3 (pick the picker) e si allarga in posizione di guardia.

Ancora una volta si torna al 4 esterni più un interno con a5 a giocare da esterno per lasciare il centro area ai più mobili a4 (Andersen o Smodis).