Esami per tutti.. ma proprio tutti!
Lunedì 19 Novembre 2007
Questa che leggete è una riflessione covata a lungo, veramente a lungo. Spesso tra cestisti e cestofili di ogni ordine e rango quando si parla di Serie A ci si sofferma a confrontare i tempi d’oro (quando i Rivers giocavano da noi a 2mln di USD l’anno) con quelli attuali traendone prevalentemente conclusioni impietose.
Ad oggi due delle big, AJ Olimpia Milano e Benetton Treviso, hanno già rispedito a casa i loro coach: Zare Markovski ed Alessandro Ramagli. Il primo, lo ricordo, è artefice, in Italia, di un’ottima stagione ad Avellino e della prima finale scudetto dalla “rinascita” della Virtus Bologna; il secondo oltre ad ottime stagioni in Piemonte tramutando annualmente americani dallo sconosciuto passato in prospetti da big ha avuto il merito di disinnescare la bomba ad orologeria pesarese dopo il poco brillante avvio della passata stagione in LegaDue riportandola in Serie A.
Non due qualunque, se mi permettete, non due che non sappiano cosa significhi il lavoro in palestra o la gestione di un gruppo misto di italiani, slavi di varia estrazione e brotha americani, bensì due ottimi coach.
Negli ultimi due numeri di Giganti del Basket Zare ha descritto in maniera approfondita il suo sistema difensivo. Dirò la verità, non mi è piaciuto per nulla anche se un paio di idee nuove comunque me le ha date e sono spunti che non dimenticherò. Sapete quale è stato il mio primo pensiero finita la lettura? “Beh, io con i giocatori che ho e che avrò non potrò mai applicare una cosa simile, troppo complicata”.
In serie A però le cose dovrebbero essere completamente diverse avendo a che fare con professionisti ed invece.. La Benetton quest’anno sembrava aver fatto ottimi affari nel mercato Statunitense. Ma la copia cicciona di Austin presentatasi in Ghirada ha cominciato a far scricchiolare queste certezze e quando a campionato iniziato si è capito che DerMarr (nella foto in versione Boss Slim) non avrebbe mai piegato le ginocchia in difesa dopo 2 mesi che si mascherava il problema con la frase “deve adattarsi al gioco europeo ma in allenamento è già una bomba” queste certezze sono crollate del tutto e Ramagli ha deciso che quando una annata “nasce quadra” difficilmente “morirà tonda”.. meglio dedicarsi ad altro quindi..
Ma le sorprese “Made in USA” non finiscono qui, da Varese che puntava molto su Hodges alla Virtus bolognese che ha fatto carte false per avere 4 brotha tutti sono scontenti di atteggiamento, professionalità e tecnica individuale di questi “stranieri” profumatamente stipendiati. Guardare Montegranaro la scorsa stagione e la Virtus Bologna quest’anno fa impressione: sarà mica lo stesso allenatore in panca?
Le cose sono due: o un qualche misterioso virus ha fatto rimbambire tre dei migliori allenatori operanti in Italia o molti dei giocatori che approdano nello stivale mancano di professionalità e di tecnica individuale per poter giocare in una squadra con un sistema difensivo ed offensivo che non sia il “baea mia baea finia” (schema peraltro molto diffuso nella regular season NBA, ma questa è un’altra storia).
Costruire un sistema difensivo, costruire un attacco che vada oltre il pick’n'roll e la sparacchianza dall’arco è un lavoro che porta via settimane (forse mesi) anche per dei professionisti. Gli eventi FIBA spostati a Settembre incidono negativamente in questo, chi ha nazionali paga certamente le assenze di inizio anno che è l’unico periodo “tranquillo” per poter impostare qualcosa senza lo stress del risultato.
Tuttavia io non posso pensare che un giocatore che voglia giocare nella nostra Serie A non sappia fare un anticipo od una semplice rotazione per coprire una penetrazione dal lato forte. Ma questo è quello che vediamo ogni domenica con giocatori che saltato il loro uomo hanno praterie per arrivare al ferro e con attacchi che terminano con un 1c1-e-tiro-con-uomo-addosso ancor prima del pick’n'roll di inizio schema (chi si fa mancare un pick’n'roll al giorno d’oggi?
).
No, non ci siamo proprio. Ci fu chi, anni addietro, si battè come un leone affinchè gli allenatori stranieri prima di allenare in Italia dovessero superare un esame per essere abilitati ad alzarsi dalla panchina durante le partite perchè il fatto che abbiano il patentino Croato o Turco non è certo sufficiente per allenare questo immenso spettacolo tecnico-tattico che è la Serie A attuale. Bene.
Ora però le stesse persone si attivino affinchè anche i giocatori per essere abilitati ad alzarsi dalla panchina ed entrare nel rettangolo di gioco in un campionato Italiano debbano superare un test di ammissione perchè di vedere su Sky la domenica allenatori che spiegano ai propri giocatori chi devono tagliare fuori dopo un tiro libero o come si devono posizionare in difesa per fare un anticipo ne ho piene le tasche.
Che i responsabili “risorse umane” di ogni Società professionistica di pallacanestro comincino a valutare la voce “allenabilità” e “capacità tecniche oltre l’1c1″ di ogni candidato prima di inserirlo a roster perchè il pericolo che il caos sul rettangolo di gioco spinga gli spettatori paganti a fare altro la domenica è reale.
In una partita esordienti di 15gg fa un ragazzino ha preso un rimbalzo, ha passato la palla ad un compagno davanti a lui pronto in apertura che a sua volta l’ha passata ad un’altro compagno che era scappato via per il contropiede sulla corsia laterale il quale ha concluso il tutto con un passaggio di ritorno allo stesso giocatore che gliela aveva passata che ora tagliava verso canestro. “Ecco”, ho pensato, “un dai-e-vai mica l’ho visto in Armani Jeans - Benetton“.. ma secondo voi parlando di give-and-go con Reece Gaines o DerMarr Johnson cosa otterrete?
Pubblicato da mtrabucco

A cosa servono i grandi varietà televisivi serali autunnali se non a farci re-innamorare della lettura? Dopo alcuni giorni di attesa è arrivata la mia copia del pubblicizzato romanzo “Tre volte invano” di Emiliano Poddi sua opera d’esordio a sfondo cestistico.