Clinic Pordenone: appunti (2/2)

Sabato 29 Settembre 2007

Meneguzzo: la Zone Press 1-2-1-1

Pordenone 15-6-2007

Premesse

La zone press 1-2-1-1 è una difesa molto dispendiosa: dovremo avere giocatori fisicamente ed attitudinalmente pronti per farla.

I nostri giocatori devono avere chiari i concetti di difesa individuale, nessuna zona può essere attuata con efficacia se ai giocatori non sono chiari i concetti della difesa man-to-man.

In particolare in questa zone press deve essere chiaro il concetto di lato forte/debole.

Quando attuarla?

  • quando l’avversario non è abituato a fronteggiare il pressing
  • quando l’avversario ha problemi ad imbastire un gioco in pochi secondi dato che questa difesa fa perdere all’attacco parecchi secondi

La zone press 1-2-1-1

Disposizione base

A5 detta i movimenti della difesa (a5 è il big-man ed essendo spesso una persona timida sono solito uso questa
“responsabilità” per fargli prendere più fiducia), soprattutto i movimenti dei difensori sul lato debole. E’ sempre a5 che chiama la diagonale.Nota: molte squadre rimettono prevalentemente a destra

D4 è un lungo (o comunque un giocatore di stazza) veloce di piedi e mani e possibilmente con leve lunghe.Appena la palla è in movimento (muoversi quando la palla è ancora in aria) D4 si avvicina a a2 per chiudergli il centro ed impedirgli il passaggio di rientro (quindi con il corpo leggermente inclinato rispetto alla perpendicolare alla linea di fondo campo).D3 invece impedirà a a2 di avanzare chiudendo di fatto il raddoppio.

Nota Bene: la tecnica del raddoppio
Tracciare” la palla con la mano corretta (sx sel’attaccante mostra la palla sul mio lato sx o viceversa). Impedire ogni passaggio facile, obbligare l’attacco ad effettuare passaggi lob per permetterci di recuperare, di anticipare ocomunque di far perdere tempo all’attacco.

Indicazioni per il rientro dei difensori se il raddoppio viene battuto con un passaggio verticale

Notare che i difensori rientrano sempre “diagonalmente” (chiamare la “diagonale”)

Indicazioni per il rientro dei difensori se il raddoppio viene battuto con un passaggio diagonale
Notare che l’obiettivo della difesa, una volta che viene superato il primo raddoppio, è quello di raddoppiare nuovamente nelle due zone segnate in grigetto in figura, ovvero le zone che negli USA chiamano “cassa da morto”

Esercizi per la costruzione della zone press 1-2-1-1

1c1

 
A1: cerco di forzare il palleggio verso il centro. Quando d1 mi chiude mi fermo prima di fare sfondamento, mi riallargo e poi cambiando velocità torno a cercare di palleggiare sul centro.D1: devo chiudere con il petto i tentativi di a1 di passare la linea di mezzeria andandogli incontro quando
lui avanza verso il centro. Preso il contatto vado giù se l’attaccante forza oppure mi allargo se l’attaccante rinuncia.D1 cerca contatto con il petto e “traccia” subito la palla con le mani

2c2

 
1 di 2Coach rimette per a1 o a2, il difensore relativo chiude come da esercizio precedente con la differenza che qui a1 interrompe il palleggio arrestandosi una volta chiuso e passa la palla a a2 che si fa vedere dietro la linea della palla mentre d2 rientra diagonalmente
2 di 2A2 esegue la stessa cosa di a1, d2 corre a chiudere mentre d1 rientra diagonalmente e a1 si fa vedere dietro
la linea della palla.
Altro esercizio: 2c2 come da figura con coach che conta i 5” entro i quali a2 deve ripassare a a1 senza passaggio lob.

2c4

 
1 di 2
2 di 2

Come rientrare a difesa battuta

Se ho giocatori piccoli: uomo.

Se ho un 3 buono: 3-2

C’è anche chi rientra in 2-3 ma personalmente non adotto quasi mai questa soluzione perché ritengo la 2-3 una zona troppo conservativa.

Conclusioni

Oggi abbiamo visto i movimenti base di questa zone press e qualche esercizio per costruirla. Tuttavia nessuna zona così come nessun sistema offensivo prescinde da buoni fondamentali individuali dei nostri giocatori. Anche con Scariolo in A (con la Scavolini) facevamo non meno di 30’ di fondamentali individuali divisi tra lunghi e piccoli perchè questa è la chiave del successo.


Clinic Pordenone: appunti (1/2)

Lunedì 10 Settembre 2007

Ed ecco, come promesso, la prima parte degli appunti del clinic tenuto da Bizzozi e Meneguzzo in occasione delle Finali Nazionali U-16 di Pordenone di quest’anno.

Bizzozi: 1c1 senza palla

Pordenone 15-6-2007

Premesse

Quanto dedicare ai fondamentali? Io lavoro su pochi fondamentali concentrandomi sulla rapidità di esecuzione. Pochi fondamentali a grande intensità.

Giocare senza palla non è smarcarsi, giocare senza palla è andare a canestro ed è proprio a questo che servono i fondamentali: ad ANDARE A CANESTRO.

Come giocare senza palla? (Under 1 8)

  • usiamo il riferimento della linea dei 3 punti: giochiamo 1 metro fuori da essa
  • usiamo i tagli backdoor. Per smarcarsi fino a poco tempo fa insegnavo a fare un passo verso palla e poi a tagliare verso canestro, ora insegno direttamente, nel caso si sia anticipati, di tagliare verso canestro senza passettini perché vogliamo subito identificare lo spazio.

Nota: fino all’U-18 non parliamo mai di “cosa fa l’altra squadra” ma ci concentriamo di più su quello che vogliamo fare noi. Preferisco avere giocatori impegnati a dare il proprio meglio piuttosto che giocatori impauriti da quello che fa l’avversario. Per lo stesso motivo non usiamo VHS.

Quando difesa non anticipa ma attende in area faccio giocare un dai&segui

Se viceversa la difesa anticipa invece che lo smarcamento facciamo tagliare il ricevente e al posto delpassaggio usiamo il palleggio per portare la palla in posizione: usare il pllggio come il pssggio

Che sia un passaggio-passaggio o un passaggio tramite palleggio dopo il passaggio vogliamo sempre attaccare il canestro

Se a2 sceglie di attaccare canestro la nostra regola è mandare a1 a bloccare verticale

Se d2 passa dietro il blocco a1 riblocca mentre a2 si allarga in angolo

Se a2 mostra i pugni significa che non vuole ricevere ed allora andrà a bloccare

Nota: “cosa vuol fare un giocatore quando porta un blocco?” “Vuole fare canestro!” ma questo i nostri giocatori non lo sanno. Dobbiamo fare cultura cestistica ed insegnare la tecnica dei fondamentali ma soprattutto le letture corrette. Su un blocco il difensore può seguire, passare, cambiare.. in tutti i casi il nostro attacco deve sapere leggere cosa accade ed agire di conseguenza.

Non a caso i giocatori più forti sono quelli che guardano quello che fa la difesa e scelgono cosa fare.. i nostri ragazzi che prendono un blocco non guardano nemmeno il proprio difensore ed eseguono l’uscita a memoria.

Nota 2: difensivamente vogliamo impedire sempre i passaggi diretti anticipando forte ed obbligando l’attacco a servire i giocatori con lenti passaggi lob. Attenzione: vogliamo impedire i passaggi diretti NON negare la ricezione difendendo faccia a faccia.

Proposte pratiche: 2c2

Se a1 ha atteggiamento aggressivo (sta lavorando di palleggio per sbilanciare il difensore nell’1c1) a2 taglierà senza occupare lo spazio centrale (verso l’angolo). Se a1 non ha atteggiamento aggressivo a2 taglierà per attaccare il canestro.

Pick and roll

Il pick and roll lo usiamo dall’U19 in su, ma mai ad inizio schema. Preferisco giocare il pick and roll dopo un ribaltamento di lato perché la difesa sarà in difficoltà nel recupero sul lato debole e spesso riusciremo ad attaccare in sovrannumero 2c1 (come quando usiamo il dai&segui perché il difensore del ricevente gioca molto staccato).

I lunghi

Troppo spesso vedo lunghi abituati a rx solo dopo un blocco: dobbiamo insegnargli a ricevere anche da soli, usando il corpo per smarcarsi appoggiando il corpo al difensore e allargando il braccio opposto per rx il più distante possibile dalla difesa.

Partiamo proprio da qui per insegnare il gioco senza palla: partiamo dall’imparare a ricevere usando il proprio corpo.

Conclusioni

Dobbiamo “creare” giocatori creativi ed autonomi. Non importa se giocheranno in serie A od in Promozione, dobbiamo avere rispetto per loro e dare a tutti gli strumenti per migliorare; insegnamo a tutti, non solo ai più forti perché ci fanno vincere le partite.


Lo schema vincente del Panathinaikos in finale di Eurolega

Domenica 2 Settembre 2007

Scusate se “ho latitato” fino ad oggi ma tra lavoro è ferie non ho potuto dedicare neanche un momento a questo blog. Giusto per ribadire che il progetto HeyCoach è assolutamente amatoriale ;-)

Ho pensato a lungo se pubblicare quanto scoutato dalla partita di finale di Eurolega 2007 relativamente al Pana perchè su Giganti del Basket di Giugno c’è il sistema offensivo completo descritto direttamente (e minuziosamente) da Obradovic.. ho preferito lasciare a lui tali spiegazioni dato che pare molto più competente di me a riguardo ;-)

Quello che vi presento qui sotto, che non troverete su Giganti del Basket, è lo schemino con cui Obradovic negli ultimi minuti ha chiuso la partita. Zelimir chiama minuto, disegna qualche linea sulla lavagnetta e la partita passa da +2 CSKA alla vittoria (netta) del Panathinaikos.

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Questo è il gioco che ha messo in crisi il CSKA nel momento in cui i russi erano addirittura passati in vantaggio. Non so se fosse un gioco preparato a tavolino ma di per certo ho cominciato a vederlo solo dopo un time-out di Obradovic.

La difesa del CSKA sta mettendo parecchia pressione sulle linee di passaggio sfruttando l’arma del cambio sistematico ed impedendo a Batiste di ricevere passaggi facili.

Lo stesso Batiste, cercato incessantemente per tutta la partita, pare essere in un momento di defaiance.

Obradovic decide che è il momento di giocare per Siskaukas.

Non ci sono magheggi particolari: a1 (Diamantidis) comincia il gioco dalla posizione di guardia dove ci sono due giocatori, a4 ed a3 con a4 che blocca verticale per liberare a3 in punta.

a5 nel frattempo taglia e va a giocare in angolo sul lato forte portando con sè il suo difensore (Van Den Spiegel aveva creato qualche problema con la sua intimidazione nel pitturato).

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Nel cambio difensivo sul blocco verticale Smodis finisce a marcare Siskaukas che se lo beve che è un piacere: se d2 aiuta a2 (Hatzivrettas) punisce da tre punti, se d4 aiuta Siska ha lo scarico pronto e se d5 ha l’imprudenza di aiutare a sua volta Siska serve a5 (Batiste) in angolo per un tiro dai sei metri o per una penetrazione non appena d5 recupera la posizione difensiva.

Sarà comunque il duello Siska-Smodis a decidere la partita in favore dei greci con lo sloveno in notevole difficoltà sulla rapidità del lituano. Pioveranno falli pagati con liberi convertiti e tiri da tre punti sulle rotazioni difensive.

Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile se nel Pana non avesse giocato un giocatore completo come Siskaukas in grado di tirare, passare e penetrare ma soprattutto di leggere la difesa.

Obradovic questo lo sapeva e gli ha dato le chiavi della partita in mano.


Rimessa dal fondo - CSKA (Eurolega 2006-’07)

Lunedì 23 Luglio 2007

In questa ultima puntata riguardante la finalista perdente vedremo una rimessa dal fondo usata. La prossima puntata partiremo invece con gli schemi del Panathinaikos Campione.

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a2 è Langdon: un tiratore che anche sul lato debole è meglio non lasciare mai troppo libero.

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Se nessuno fra a1, a2, a5 è riuscito a ricevere (a1 di solito è sempre libero dato che il suo difensore flottando sarà più interessato ad anticipare a5 piuttosto che a difendere sul proprio attaccante) il lato forte viene lasciato a completa disposizione della capacità di smarcamento di a4.. quando si ha uno Smodis evidentemente la cosa conviene ;-) .


Gli attacchi delle finali di Eurolega (2)

Lunedì 16 Luglio 2007

Mi perdonerete se ho saltato un giro ma sono parecchio impegnato.. spero in settimana di trascrivere anche gli appunti del clinic di Bizzozi (fresco di nomina a vice in Fortitudo) e Meneguzzi a Pordenone

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Usato dal CSKA (Messina) Eurolega ‘06

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Perchè i giocatori italiani non giocano?

Lunedì 25 Giugno 2007

Premessa: parliamo di serie A, il nostro massimo campionato, quello che, almeno teoricamente, rappresenta l’elite del nostro movimento cestistico.

La squadra campione d’Italia 2006-07 di italiani veri nelle finali ne schierava 2: Carraretto e Rombaldoni. Non sono un amante delle statistiche e non andrò a controllare ma non penso che in due abbiano totalizzato più di 20 minuti di utilizzo nonostante uno di loro sia stato determinante nei supplementari di gara 3 della semi-finale con Roma.

La situazione è sotto gli occhi di tutti: il regolamento impone 6 italiani a referto (ancora per la prossima stagione due potranno esserlo solo “di passaporto”) ma la verità è che gli italiani veri (ovvero quelli “di formazione”) giocano poco e troppo spesso con poca responsabilità perchè i ruoli chiave sono sempre ricoperti da stranieri.

C’è chi, come il CONI dell’ex-cestofilo Petrucci, pensa che questa situazione sia colpa dei regolamenti della Lega A che permettono la presenza nei roster di troppi atleti stranieri. Al dott. Petrucci, ed a tutti quelli che la pensano come lui, mi permetto solo di far notare come nella storia e nell’economia, mica solo nel basket, la presenza di più culture abbia dato solo che maggior impulso alla crescita socio-economica di un paese.

Cosa intendo dire? Semplice: il confronto con giocatori più forti fa migliorare i nostri giocatori tant’è che ad oggi abbiamo pochissimi italiani che emergono dalla mediocrità ma quelli che lo fanno sono giocatori di un altro pianeta rispetto a quelli che venivano fuori ai tempi del “massimo 2 stranieri per squadra”. Come esempi mi basterà citare Bargnani, Belinelli, Mancinelli, Gallinari, Gigli, … tutta gente che oggi conoscono anche oltreoceano.

Insomma, la qualità c’è ma quello che manca è la quantità di giocatori di fascia media che viene sopperita con l’ingresso di extra e comunitari di varia estrazione. Perchè mancano gli italiani di fascia media? Per un sacco di motivi immagino.. io ne ho individuati alcuni:

  1. Perchè di italiani da serie A che non siano star non ce ne sono più! O meglio: quelli che tecnicamente potrebbero starci in serie A preferiscono giocare in Lega2 o perdersi nelle minors dove per varie motivazioni che non approfondirò in questo intervento prendono maggiori soldi e giocano di più. Per la serie A avanzano quindi frotte di giovani di belle speranze ma dal presente molto incerto.. inutile biasimare le società se preferiscono puntare su un giocatore straniero ma in grado di fornire qualche sicurezza in più.
  2. Perchè gli stranieri costano meno rispetto ad un italiano di pari capacità. In più spesso hanno maggior esperienza di campionati senior e hanno molti più stimoli nel lavoro quotidiano in palestra.. Se non mi credete fate mente locale: stilate una classifica sui 10 giocatori di serie A più migliorati nell’arco di una stagione.. prendete pure come riferimento le ultime tre stagioni. Bene, quanti di questi sono italiani? Ditemi la verità, da coach a coach: non vi monta la rabbia quando vedete che un tristone come Eze si erge tra i primi centri del nostro campionato quando fino allo scorso anno Tavcar lo avrebbe apostrofato in maniere coloratissime mentre Gigli e Garri sono fermi allo stesso punto da 3 stagioni quando con un poco di lavoro estivo avrebbero potuto aggiungere qualche movimento in post che aumenti la loro pericolosità offensiva?
  3. Perchè gli Italiani costano di più della loro capacità reale. Gli obblighi su italiani e under a referto ha fatto lievitare i prezzi di qualsiasi bipede indigeno in grado di reggersi eretto dentro un rettangolo di gioco.
  4. Perchè non c’è programmazione in tutti i sensi.
    Non c’è programmazione a livello societario perchè con l’esclusione di due tre realtà sfido chiunque a dire “la società X c’è oggi e ci sarà fra 5 stagioni”.. i dirigenti questo lo sanno e l’unica cosa cui possno mirare è di arrivare a fine stagione col miglior risultato possibile.
    Non c’è programmazione a livello sportivo perchè i regolamenti sulla composizione dei roster non dànno certezze oltre i 3 anni.
    Non c’è programmazione a livello tecnico perchè con la sparizione dei cartellini e con la limitazione a 5 anni della lunghezza dei contratti chi si prende il rischio di firmare un giocatore cosi a lungo puntando sulla sua crescita? Thomas Ress fu firmato dalla Fortitudo con un contratto della massima durata: 5 stagioni con stipendio a crescere.. Peccato che gli scenari siano mutati rapidamente con una discesa verticale degli ingaggi e così Ress al quarto (o terzo?) anno di contratto si trova a prendere quanto le star della propria squadra senza averne lo stesso status. Ad oggi nessuno può obbligare Ress (che non è migliorato quanto sperato in queste stagioni ed è pertanto in possesso di contratto con cifre assolutamente fuori scala per il suo valore effettivo parametrizzato al mercato attuale) a non prendere i soldi garantiti dal contratto e nessuna altra squadra pagherà mai un buyout alla Fortitudo per rilevare un contratto cosi oneroso. La vicenda si chiuderà pertanto solo alla scadenza naturale del contratto dove chi ci avrà rimesso per davvero sarà solo la Fortitudo che si è salassata per pagare un giocatore che ha reso molto meno rispetto alle aspettative e che andrà via al termine dei 5 anni di contratto da svincolato, a parametro zero. Ci fosse stato ancora il cartellino qualcosa si sarebbe potuto trattare col giocatore ma cosi..
  5. Perchè non si lavora sui vivai ma la cosa in parte è motivata dal punto precedente. Ad oggi non è più conveniente per una società lavorare sui giocatori inquanto le uniche fonti di reddito certe sono le quote pagate dai ragazzi. I quali, checchè se ne dica, andranno molto più volentieri a giocare in una squadra dove si vince piuttosto che in una dove si perde ma dove i giocatori migliorano tecnicamente per prepararsi al balzo di categoria. I vivai quindi tendono sempre di più a lavorare per vincere subito non facendo crescere realmente i ragazzi che usciti dai campionato giovanili non trovano sbocchi a livello seniores perchè tecnicamente troppo scarsi per reggere certi confronti.
    Anni fa, invece, riuscire a piazzare anche un solo giocatore in una squadra di rilievo permeteva ad una società medio-piccola di vivere per intere stagioni.

Ho scritto tanto ma il sunto potrebbe essere di una riga sola: “I giocatori italiani non giocano perchè non sono abbastanza bravi e non sono abbastanza bravi perchè non è conveniente per nessuno farli migliorare”.

Buttata giù cosi la soluzione sembra facile: riattivare il mercato degli italiani. Il problema è “come” riattivarlo perchè le soluzioni del “proibizionismo” (la limitazione degli stranieri in serie A) e dei “sussidi statali” (gli incentivi girati tramite la FIP alle società che producono giocatori che poi vanno a giocare in squadre diverse da quella di origine) fino ad oggi hanno prodotto l’unico risultato di limitare le opportunità delle italiane in coppa dove oltre a subire la diversità di budget rispetto ad altre realtà europee si è costretti, nel caso non si voglia utilizzare lo “straniero di coppa”, a regalare uno-due giocatori alla squadra avversaria.

Non ho nessuna soluzione definitiva da proporre se non quella di valutare attentamente le “ricette” più giuste per incentivare il lavoro tecnico sui vivai finalizzato alla crescita del singolo giocatore oltre che alla vittoria nel campionato giovanile.

Chiudo il post con una mia personale certezza (anche se opinabile quanto vi pare): più è alto il livello del campionato di serie A migliori saranno i giocatori che vi partecipano e pertanto è meglio pensare a come produrre giocatori di alto profilo piuttosto che pensare ad abbassare il livello del basket giocato per permettere anche ad i nostri di “starci”.


Finali Nazionali U-18 M: diario (4)

Sabato 16 Giugno 2007

MONTEPASCHI SIENA vs. BENETTON TREVISO 69 - 79

Spesso quando si parla di giovani ci si dimentica di pensare a come questi vivono le emozioni. A come metabolizzano un solo minuto di gioco con la prima squadra, a come metabolizzano il titolone sulla Gazzetta o la foto sul Gazzettino.

Ancora più spesso invece ci dimentichiamo che i loro comportamenti non sono riconducibili a quelli di un adulto e che per trattare con loro non ci basterà mostrare i “galloni” acquisiti sul campo ma dovremo conquistarci la loro fiducia ed il loro rispetto quotidianamente.

Cosa voglio dire? Niente, ognuno se ne ha voglia rifletta su quanto ho scritto ma ora parliamo della finale del Campionato Under 18 Maschile, o meglio, parliamo del momento di svolta del match, match che fino a quel momento ha visto Siena quasi sempre in testa alla partita ma, soprattutto, Siena sempre col pallino della partita nel proprio palmo di mano. In finale di terzo tempo Treviso con una difesa molto aggressiva ha recuperato il gap di 5-8 punti ed ha messo avanti la testa di 1 ma al rientro dall’ultima pausa la Mens Sana con un contro-break tutto agonismo ha ristabilito di nuovo le distanze.. 5 o 6 punti se non sbaglio: time-out Treviso.

Al rientro Rullo, fino a quel momento non solo inconcludente ma addirittura nocivo per i propri colori, piazza la bomba del -2, in attacco Siena cicca e sul capovolgimento di fronte Treviso subisce fallo e va in lunetta; Corbani chiama a se Rullo, gli dà un bacio sulla fronte lo abbraccia e gli sussurra qualcosa nelle orecchie: le tre azioni offensive seguenti per la Mens Sana sono tre ferri mentre per Treviso sono 3 bombe consecutive di Rullo. Per il dessert passa Renzi e, finalmente, anche il tremolante Martinoni.

La Benetton è sopra di 10 ed il palazzo è tutto per i suoi ragazzi, Siena non si arrende ma ormai l’inerzia è per i veneti che non possono che portare a casa lo scudo.

Passiamo alla carrellata sui singoli: nonostante gli errori nel finale il giocatore che mi è piaciuto di più in questa partita è Barozzi della Mens Sana.. per lunghi minuti abusa della difesa trevigiana e se nel finale sbaglia facili conclusioni da vicino canestro non mi sento di fargliene una colpa visto che ha tirato la carretta in attacco e difesa indistintamente; è una guardia di 2 metri, speriamo non si perda. Cournooh è stato il più lucido dei suoi nel finale.. da rivedere sicuramente.. De Bartolo il suo l’ha fatto ancora una volta.. non siamo certo ai livelli di Alessandri della rivale Virtus ma una B1 se la meriterebbe per intero.. Crotta senza infamia e senza lode ma per colpe altrui.. se nei momenti caldi la palla non gli arriva mai non ne ha certo responsabilità..

Dei biancoverdi della Marca chi mi ha più impressionato è Renzi.. ad un lungo che si prende e realizza i tiri da 3 quando serve, che incita i compagni e che (unico tra compagni e staff) ha il coraggio di cazziare Rullo perchè forza tiri assurdi invece di servirlo posso perdonare anche la “colpa” di non saper tirare in semigancio continuando ad utilizzare nel pitturato quel tiretto fade-away che tuttavia raramente lo tradisce. Davvero una sorpresa la sua presenza nel match che decideva una stagione o forse più dato l’interesse che ha destato questa kermesse finale. Di Rullo ho già detto a sufficienza tra le righe: secondo me è uno vero ma se penserà di essere già arrivato andrà in contro a sonore sberle.. come quelle che gli sono arrivate per i primi 3 quarti della partita. Martinoni dovrà lavorare ancora molto caratterialmente se non vorrà essere ricordato come un giovane Slokar meno birraiolo. Non è del match fino a risultato acquisito ma ad onor del vero va detto che ha comunque il merito di provarci non forzando ma neanche rifiutando i suoi tiri.

Di queste finali mi rimane l’amarezza di non essere riuscito a seguire Reggiana e Biella.. se qualcuno volesse contribuire gliene sarei grato..


Finali Nazionali U-18 M: diario (3)

Venerdì 15 Giugno 2007

MPS VITA VIRTUS SIENA vs. VIRTUS PALL. BOLOGNA 84 - 90

Visti solo gli ultimi 7 minuti. Sufficienti tuttavia a vedere un Alessandri play-guardia già maturo lasciato dai compagni senesi a predicare nel deserto. Siena la perde in cose stupide come i troppi secondi tiri lasciati ai bolognesi. Da segnalare l’ottimo attacco della Virtus Bologna che ha scardinato la zona toscana con rapidi passaggi post alto-post basso.

BENETTON TREVISO vs. ASSIGECO CASALPUSTERLENGO 97 - 67

Mi scuserà quel personaggio dell’autista del pullman di Casalpusterlengo ma il trio delle meraviglie della squadra trevigiana mi illumina d’immenso e mi fa sparire dalla vista gli avversari. In realtà non è una partita troppo bella: la Benetton in partenza è troppo impegnata a guardarsi allo specchio per capire che il match è incominciato già da qualche minuto e cosi si corre sui binari dell’equilibrio fino all’ingresso di Rullo. Arriva il break e non è una dimostrazione di forza ma una semplice accademia dove si esalta Martinoni e Renzi trova anche un paio di bombe. Non ti accorgi di nulla ma quando alzi la testa trovi Treviso a +18. La partita è già in naftalina.

L’impressione è una: tra Treviso e MPS Siena non c’è paragone, vincono i primi. Però ho visto Siena molto più squadra di Treviso e questo in una finale potrebbe avere il suo peso..

L’immagine di Renzi che conserverò di queste finali risale al secondo quarto se non erro: ricezione in post basso, finta di partenza sul centro, partenza sul fondo e schiacciata due mani. Non c’è storia, fisicamente è di un’altra categoria ma gli interrogativi che mi pongo sono altri: perchè non gli è stato insegnato un-movimento-uno da post? Anche ammesso che la trasformazione in esterno riesca la doppia dimensione esterno-interno lo renderebbe davvero un’arma letale vista l’esplosività e la fisicità dimostrata. Chissà..

Di Rullo dirò solo che si vedeva lontano mezzo kilometro che i suoi obiettivi sono altri.. gioca solo con Renzi e Martinoni, difende con le mani sui pantaloni, non accelera mai se non in un paio di occasioni dove chiude con scarichi piuttosto scazzati. Il cervello tuttavia c’è.. nessun tatuaggio sul bicipite “sono il più forte” come Lovatti (oggi sepellito dal trentello della Mens Sana), nessun comportamento fuori dalle righe. Solo la sensazione che stia giocando col topo, che non si stia sporcando le mani, che comincierà a giocare solo quando conterà davvero.

Martinoni è stata la vera delizia per i miei occhi. Lo vedi trascinare i suoi piedi su e giù per il campo e ti domandi se non sia troppo impedito per giocare a basket. Poi riceve palla e buttandosi in penetrazione usa le sue leve in maniera ancora un po’ scoordinata ma elegante.. 7 punti di seguito. In difesa è un polipo, il break del secondo quarto che chiude la partita è figlio dei suoi rimbalzi e di tre intercetti consecutivi in difesa. Al rientro dagli spogliatoi mette due triple di fila dall’angolo mostrando un tiro molto morbido anche se stilisticamente non troppo pulito. E’ un talento, un talento di quelli veri. Se Treviso non punta su questo.. Ah, dimenticavo, legge gli spazi in maniera egregia e Rullo lo serve più preciso di un cronografo svizzero. Il risultato sono una miriade di azioni in cui vedi scomparire la palla dalle mani di Rullo e la vedi ricomparire che esce dalla retina.. intuisci bene quello che può essere accaduto ma la verità è che non ne hai nessuna certezza..

Da citare anche Cazzolato (partito in quintetto come play al posto di Rullo) e Monzardo (guardia di fisico con un tiro costruito ma efficace).. se non avessero i tre già menzionati davanti sarebbero ancora loro le stelle di questa squadra U18.. Purtroppo per loro con i se non si fa nulla..

Domani semifinali con questi incroci:
h. 18 Montepaschi Siena-Virtus Bologna
h. 20 Cestistica Biella-Benetton Treviso

Leggo ora i tabellini: Martinoni 30.. sono uscito a metà del quarto tempo: gli avessi visto forzare un solo tiro..


Finali Nazionali U-18 M: diario (2)

Mercoledì 13 Giugno 2007

Scavolini PU vs. Snaidero UD 63-89

Ecco.. il bello delle Finali Nazionali è questo: si scontrano squadre diverse ma soprattutto scuole di pensiero diverse. Ieri ho visto due squadre che si sono affrontate giocando “di squadra” con giochi offensivi più o meno articolati comprendenti movimento continuo.. Oggi sembrava di stare su un altro pianeta.

Giocano praticamente speculari Scavolini e Snaidero: difesa iper-aggressiva ed attacchi caratterizzati da serie infinite di 1c1 mentre gli altri 4 aspettano oltre l’arco senza disturbare. 1c1 che mettono in mostra l’esplosività fisica e le grandi proprietà tecniche nel palleggio dei contendenti. Bizzosi è incredibile quello che riesce a fare ai suoi giocatori.. vedere Terenzi due anni fa e vederlo ora.. Secondo me a livello di 1c1 è il miglior allenatore d’Italia..

Torniamo alla partita: purtroppo per Pesaro i suoi giocatori dànno dai 5 ai 10cm ai loro pariruolo udinesi e la tenzone si chiude in maniera netta a favore dei friulani.

Parlavo di scuole di pensiero.. Pesaro ed Udine hanno giocato come vuole la scuola Slovena dai tempi dell’indipendenza: crossover, finte e controfinte e via fino al ferro.. se arriva l’aiuto improbabile scarico in salto per qualche compagno appollaiato fuori dai 3 punti. Tutto quanto veramente molto bello. E’ chiaro: rispetto a ieri sera sembra di guardare un altro sport ma il bello della Pallacanestro è proprio che può essere interpretata in maniere completamente diverse..

Parlando dei singoli è obbligatorio partire da Lovatti: play alla Allen non solo per il 17 sulla canotta mi ha fatto davvero una buona impressione come mentalità.. tiene sempre la palla in mano ma non lo fa notare, sa cosa significa coinvolgere i compagni in attacco e li incita anche in difesa. Non nasce play e qualche incertezza nel palleggio lo tradisce ma stiamo parlando comunque di particolari.. mi ricorda molto Cavaliero in questo… Buone cosa anche dal 12 il cui nome non mi è pervenuto (la guida dice: Rigutti 1,87m ma ci sarà stato sicuramente uno scambio di maglia dato che il 12 che ho visto oggi era ben sopra il metro e novantacinque e giocava interno..).

Per i marchigiani chi mi è piaciuto di più è stato Corsaletti: ha fatto vedere numeri da guardia vera anche se per tale ruolo è un poco sottodimensionata.. tuttavia è un ‘90, speriamo cresca ancora di qualche centimetro. Menzione anche per Terenzi: se continuerà a lavorare con Bizzosi potrà arrivare lontano.


Finali Nazionali U-18 M: diario (1)

Martedì 12 Giugno 2007

MPS Siena vs. Virtus Bo 81-61

Antipasto di quello che sarà gara-1 domani sera dove in palio ci sarà lo scudetto “dei grandi” non ha offerto sapori diversi da quelli che si presuppone gusteremo tra poche ore in terra senese: la corazzata contro “la sporca dozzina”. Agli ordini di coach Sanguettoli nessuno supera i 2m mentre sull’altra sponda Piasentin se la ride con 5 effettivi oltre quella soglia. Di questi 5 tutti sono abbastanza mobili da riuscire a stare in campo dignitosamente con l’eccezione di Crotta e Barozzi che in campo ci stanno molto più che dignitosamente.

Crotta. Oggi era troppo facile per lui contro giocatori che per quanto volenterosi (da citare il doppio rimbalzo d’attacco consecutivo di Bologna sui propri tiri liberi nel primo quarto con Iannuzzi spaesato ed incapace di tagliare fuori decentemente) poco potevano contro la sua stazza ed infatti è arrivato il ventello.. mi aspetto di vederlo operare in situazioni più complesse.. per ora però posso dire di averlo visto molto più coordinato rispetto ad un anno fa ma (purtroppo) devo dire che non ho visto nulla di nuovo a livello tecnico. Farà la fine di Lechtaler?

Barozzi invece mi è piaciuto un sacco: ha fondamentali da esterno (nonostante i suoi oltre 2m) anche se paga ancora qualcosa come velocità di esecuzione. La partita non è stata probante ma il break che permette ai senesi di partire in solitaria dopo un primo periodo alla pari porta anche la sua firma.

Menzioni anche per il playmaker d’ordine toscano De Bartolo che vedo già pronto per palcoscenici seniores (magari vi ha anche già giocato quest’anno.. non lo so) e per Strozzalupi che dopo essersi beccato un plateale “vaff..” dal coach per uno stupido fallo sulla zona marchia a fuoco il break risolutore senese con una grandinata di contropiedi e di tiri da fuori.

Dall’altra parte chi segnalare? Lo specialista difensivo Stojkov (autore anche un paio di passaggi che sarebbero potuti diventare assist stupendi se non predicasse nel deserto) ed il bomber Masciadri che tiene a galla il più possibile questa Virtus. Qualche bel movimento offensivo anche da Pederzini che lotta tutta la partita con bruttissimi clienti in marcatura.

La partita

Poco da segnalare.. Virtus in partita finchè Siena non stringe le maglie in difesa facendo scomparire le amnesie che permettevano ai bolognesi di battere l’uomo e di andare a tirare in mezzo all’area senza aiuti tempestivi del lungo in rotazione. Virtus molto bella da vedere in attacco ma senza lunghi e con il centro avversario di 2,05 che chiude l’area ed i suoi colleghi iper aggressivi sul perimetro è dura per tutti.
Nel terzo quarto ci si aspetta la reazione degli emiliani che in verità arriva ma che viene subito soffocata dalla 2-3 chiamata dalla Mens Sana. La Virtus attacca la zona con intelligenza: tagli veloci e movimento continuo di tutti i giocatori.. peccato che invece di fermarsi a tirare in lunetta cerchino lo scarico vicino a canestro dove Crotta od i suoi sostituti hanno gioco facile nel ruolo di intimidatori. La partita termina qui: l’orgoglio Virtus ed una difesa ad uomo molto intensa permette ciclicamente di portare lo svantaggio sotto la doppia cifra ma Siena è sempre pronta a rintuzzare.. per i titoli di coda passa De Bartolo con un paio di bombe poi garbage time puro.