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Non si sente, non si sente niente!

18 ago

Derby Pana-Olympiakos: quando "comunicazione difficile" è un eufemismo

Si dice che si comunica anche quando non si parla. Vero. Ma non parlare oggigiorno non significa far “sentire” il proprio silenzio ma solo dare spazio ad altri per parlare in presunta vece vostra. Il problema “del chi fa e del chi parla” non è certo nato con internet ma proprio da questo mezzo è stato amplificato. Oggi se non avete un sito web, un blog, un account su facebook o twitter e se neanche la vostra società ne ha uno non solo rischiate di venir tagliati fuori dal più grande media di informazione ma soprattutto rischiate di far parlare altri in vece vostra.. e scusate se è poco.

C’era una volta..

Prima di internet avere il controllo della comunicazione era facile: c’erano i giornalisti e c’erano giornali, qualche radio e per i più fortunati anche la TV. Inoltre per avere spazio sui media citati bisognava interfacciarsi coi giornalisti: persone identificabili (nonostante gli pseudonimi tanto in voga al tempo.. Alex Graziani vi dice nulla? Un premio a chi indovina..) con reputazione e una credibilità proprie.

..ma ora non c’è più.

Oggi grazie al boom di internet chiunque con un po’ di tempo libero può decidere di aprire un sito e parlare della vostra squadra o della vostra società senza averne nessuna conoscenza. Chiunque dotato di smartphone potrà commentare le vostre partite addirittura durante lo svolgimento delle stesse criticando non solo voi allenatori ma anche i vostri giocatori e gli arbitri. I quali in mancanza di vostra pronta smentita – si sa quanto siano permalosi certi giocatori o certi arbitri – potrebbero addirittura pensare che voi siate d’accordo..

Esistono poi forum, portali e blog dove è possibile commentare in modo anonimo o con falsa identità: sono i peggiori luoghi di internet per un coach perchè l’anonimato dà pari dignità ad ogni commento lasciando poi al lettore la decisione di crederci o meno. Così in un calderone unico finiscono burloni e casi umani, giocatori che avete lasciato a casa anni fa e genitori con problemi seri, dirigenti di squadre che avete battuto e presidenti con smanie di onnipotenza.

Alzate la voce!

Il problema non è controllare questi luoghi virtuali ma dare una voce ufficiale a se stessi ed alla propria società in maniera da far sapere al popolo del web (molto più numeroso di quello del quotidiano locale dove scrive il vostro amico giornalista) cosa pensate dell’ultima partita, chi avete acquistato per rinforzare la squadra o cosa pensate di fare del vostro settore giovanile. Che senso ha spendere centinaia di migliaia di euro per allestire una prima squadra per poi lasciare che il primo scribacchino da strapazzo allestisca un blog dove commenta le partite al vostro posto creando problemi con società dello stesso campionato, famiglie dei giocatori coinvolti, federazioni e mondo arbitrale rovinandovi così investimento e capitale societario?

Altro mio personale consiglio: fuggite dall’anonimato! Che senso ha scrivere mettendo il vostro nome e cognome in un posto dove chiunque può farlo (firmarsi col vostro nome) e quando chiunque può rispondervi quello che vuole senza mostrare la propria faccia e senza dar conto di quello che scrive (insulti inclusi)?

Non vi scaldate però

Ripeto: il problema non è monitorare il web alla ricerca di diffamazioni ma dare un luogo virtuale dove i vostri fan come i vostri più acerrimi nemici possano sapere la vostra opinione o la vostra voce ufficiale su qualsiasi argomento per permettere così al lettore di siti anonimi o portali gestiti amatorialmente di avere anche la vostra versione dei fatti.

Tutto questo senza dimenticare che il 95% dei portali e dei blog che scrivono della vostra squadra/del vostro campionato sono gestiti amatorialmente e faziosamente (se un commento della partita è scritto da un tifoso dell’altra squadra è difficile che in caso di sua sconfitta non si lamenti dell’arbitraggio invece che evidenziare i vostri miglioramenti..) e pertanto non si può sempre esigere grande professionalità.

Quest’ultimo paragrafo mi porta al prossimo argomento che vorrei affrontare: perchè per avere i risultati (non dico i tabellini) dei campionati regionali devo aspettare ere geologiche? Perchè è cosi difficile riuscire a dare dignità ai campionati regionali dando in tempo reale – visto che i moderni strumenti tecnologici permettono di farlo anche ad un bambino delle elementari – risultati e classifica?

Vado in missione e vi saprò dire.. ;-)

 
1 Comment

Pubblicato da su giovedì 18 agosto 2011 in bar sport, basket

 

Una risposta a Non si sente, non si sente niente!

  1. Anonimo

    giovedì 18 agosto 2011 at 15:02

    Io di solito mi accontento di leggere ciò che mi interessa non dando credito ai vari commenti gratuiti perchè, sono sincero, spesso mi infastidiscono….per l’ignoranza e la meschinità con cui sono scritti. Molte persone molto spesso farebbero megliom a tacere, ma non potendo essere antidemocratici bisogna diventare intelligenti ed obiettivi. Ciao max a lunedì prossimo. FFardin

     

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