Clinic Bassano del Grappa 3-12-2007: appunti

Lunedì 21 Gennaio 2008

Bassano del Grappa, lunedì 3 Dicembre 2007

Psicologia applicata alla Pallacanestro

Jacopo Lodde, Head Coach Oderzo, B/2

Oggi le informazioni tecnico-tattiche sul basket si possono reperire dovunque in internet ed è per questo che per la differenza ad un certo livello viene fatta dalle competenze psicologiche.

Il basket è uno sport di situazione: non solo di situazioni di gioco ma anche situazioni emotive.

Il coach deve trovare la maniera di comunicare coi propri giocatori.

Ricordiamoci che tutti gli atleti in crescita cercano la maniera di incidere nel mondo.

In fase di formazione un giovane atleta deve essere umile.

Io: il coach

So ascoltare? So gestire la pressione? So trovare soluzioni sfruttando le risorse che ho a disposizione?

Esempio: la Reyer femminile negli anni passati ha fatto un grande lavoro tecnico con Michelini ma non si è mai lavorato a fondo sulle tensioni che c’erano in palestra. Quest’anno Riga ha modificato di poco la situazione tecnica pre-esistente ma ha alleggerito il clima in palestra ottenendo giocatrici sorridenti ed il primato in classifica.

Non basta il “saper fare”, nel basket c’è bisogno anche del “saper stare”.

Ad inizio stagione in una realtà nuova è importante ottenere rispetto da Società ed Atleti, SUBITO!

Nel basket non esistono casi patologici, non esistono casi psichiatrici, esistono difficoltà che vanno risolte tramite dei riduttori di complessità.

Riduttori di complessità:

  1. Chiariamo coi nostri interlocutori (società) la metodologia di comunicazione: a cena dopo la partita? Relazione scritta settimanale? Incontro ogni dopo-partita? Ricordiamoci di stabilire queste metodologie in base alle nostre capacità (es. se non sono in grado digestire l’arrabbiatura e la stanchezza nel dopo partita è inutile parlare la sera stessa perché non si sarebbe obiettivi). Nelle giovanili fare delle riunioni con giocatori e genitori per stabilire modalità di comunicazione.
  2. Definire la leadership: esiste un leader positivo all’interno dello spogliatoio?
  3. Definire la nostra conduzione del team

Conduzione del team

Come vogliamo condurre il team? Che figura vogliamo avere davanti ad i nostri giocatori? Vogliamo usare la figura del sergente di ferro, vogliamo essere autoritari? Può essere una buona idea con squadre dalla poca personalità, il “generale” è lontano emotivamente ma è ascoltato.

Vogliamo mettere in competizione i giocatori tra di loro? E’ un ottimo sistema se abbiamo il roster per farlo.. “dividi et impera” dicevano i Romani.. due persone divise, distanti, diventano più aggressive (es.: due persone che lottano per un posto in squadra si alleneranno più
intensamente)

Rapporti coi giocatori

Sono convinto che non esistano al mondo persone cattive a prescindere. Esistono però le distanze tra le persone e queste distanze si esprimono con l’aggressività: se sono distante da una persona sono aggressivo verso di essa.

Il ruolo del coach/riduttore di complessità deve essere quello di convogliare queste aggressività.

Ricordiamoci sempre di usare le risorse che abbiamo a disposizione, per insegnare la creanza e l’educazione alle nostre giovani leve potremmo anche utilizzare una qualche bandiera della società.

Ricordiamoci sempre che irrigidirci sulle nostre posizioni può solo portare a trasformare situazioni di difficoltà in situazioni patologiche.

Per renderci conto dei rapporti e delle connessioni tra i giocatori all’interno del nostro spogliatoio dopo una sconfitta chiudiamoci in spogliatoio e chiediamo ai giocatori di dare un commento (max 2’) sulla partita e di passare la palla a chi pensano la pensi come loro.

Lo psicologo al servizio dello sport

Lo psicologo ci può aiutare nella gestione dei nostri rapporti con team e società ma non ha la bacchetta magica: il suo ruolo è quello di facilitatore

  1. irrigidire schemi troppo laschi
  2. ammorbidire schemi troppo rigidi

Domande

· Nel scegliere i giocatori per la propria squadra bisogna guardare con attenzione anche alla chimica del gruppo (v. Benetton 2007-08).

· I leader negativi? E’ nostro compito gestirli al meglio, ove possibile naturalmente. Spesso per ridurre le distanze è necessario molto tempo.. non facciamolo in allenamento perché dedicare troppo tempo ad un giocatore solo può irritare gli altri. Usiamo al massimo le nostre capacità relazionali.

· Per evitare problemi diamo ritmo ai nostri allenamenti: se non ho fiato per parlare e non ho il tempo per pensare è difficile che crei problemi.

· Dialoghiamo con i nostri giocatori, facciamo loro domande aperte e facciamoli ragionare. Se si dimostrano restii ad accettare certe scelte portiamoli alla contraddizione, facciamogli sbattere la testa contro le loro errate convinzioni. Usiamo il paradosso.

· Non parliamo troppo ma pretendiamo da subito di essere ascoltati (rispettati) per prevenire situazioni dove il giocatore può pensare: “io in partita sono abituato a sentirmi parlare addosso ma tanto faccio quello che voglio”


Clinic Villorba 26-11-2007: appunti

Lunedì 14 Gennaio 2008

Il primo post di questo 2008 contiene, oltre agli appunti che, come al solito, non hanno la pretesa di essere completi ed esaurienti (per questi scopi esistono pubblicazioni in DVD e dispense), i miei migliori auguri per un sereno e proficuo Nuovo Anno.

L’ultimo mese e mezzo dell’anno passato mi ha visto partecipare a ben 3 clinic e visionare molte partite della Nazionale maggiore per confrontare i vari sistemi offensivi alternatisi sotto la gestione Carlo Recalcati.. piano piano pubblicherò tutto il materiale e le mie considerazioni (cui spero si aggiungano le Vostre, non lo nascondo ;-) ).

Villorba (TV), Lunedì 26 Novembre 2007

Introduzione ai blocchi e didattica del pick and roll

Cesare Pancotto (head coach Snaidero Udine – Serie A)

Vogliamo usare le collaborazioni per esaltare i singoli all’interno del gioco di squadra.

Prima però dovremmo avere dei singoli da esaltare.. per fare questo dobbiamo creare giocatori che sappiano battere il proprio difensore: di queste qualità spesso sono sprovvisti i giocatori italiani.

Nel nostro sistema offensivo usiamo le regole per far collaborare i giocatori, non per ingabbiarli.

Ricordiamoci che i nostri giocatori devono collaborare per tutti i 28m del campo, non solo in una fetta di campo dove giochiamo il pick and roll.

Personalmente mi piace lavorare sui 28m per trarre il massimo vantaggio dal contropiede (dove per “contropiede” intendo situazioni di sovrannumero o situazioni di parinumero ma con difesa sbilanciata o comunque non correttamente posizionata)


Voglio che i due esterni oltre il portatore di palla si posizionino agli angoli mentre il primo lungo a rimorchio occupi il centro dell’area per schiacciare la difesa.

Il secondo lungo a rimorchio si posizionerà come da figura e “collaborerà” in un gioco a 2 con il portatore di palla.

Nei prossimi due diagrammi l’idea globale del gioco che si intende sviluppare

La tecnica del pick and roll

E’ il palleggiatore a portare il difensore sul blocco. Come indicazione non dico solamente “passa spalla a spalla col blocco” ma “punta la spalla esterna dell’ultimo difensore”, ovvero:

In questo caso a1 deve puntare la spalla di d1 perché d5
è distante e non può essere considerato un difensore attivo sul p’n’r
In questo caso invece d5 esce sul blocco e diventa
l’ultimo difensore da battere per a1. Pertanto è proprio la spalla di d5 che
a1 dovrà prendere come riferimento.

Il palleggiatore deve portare il suo difensore orizzontalmente contro il blocco.

Il bloccante deve sempre essere cosciente di dove è posizionato il suo difensore:

in caso di cambio difensivo dobbiamo lavorare affinchè il bloccante tagli negando il recupero del suo (nuovo) difensore.

nel caso in cui il difensore del bloccante si posizioni per raddoppiare ancora prima che avvenga il blocco dobbiamo punirlo tagliando forte a canestro: collaborazione non significa solo bloccare, vuol dire anche leggere queste situazioni.

Su questi particolari, su queste letture, bisogna lavorare continuamente, noi lo facciamo tutto l’anno proponendo vari es. di lettura di situazioni con difesa guidata

Insegnamo a portare
il difensore sul blocco

Attaccare il
canestro senza sfruttare il blocco

Qui il bloccante a2
deve tagliare a canestro.

 

Spacing e Timing

Due cose sono fondamentali in attacco se vogliamo miglorare:

Occupare lo spazio corretto nel minor tempo

Curare la qualità dei passaggi

Come già detto collaborare non significa solo portarsi un blocco.. vuol dire anche collaborare negli spazi e nei tempi corretti

Esempio di es. 4c2.

Transizione

Riprendiamo il discorso del sistema offensivo: ecco uno sviluppo del nostro contropiede

Se da questi movimenti non arriviamo a nulla di buono entriamo nel nostro gioco che prevede una delle seguenti tre soluzioni per la penetrazione della guardia:

 

Es. per la costruzione:

Esercizi che ripetano i movimenti visti: 3c0. 4c0, 5c0 a ½ campo, ¾ e tutto campo.

Curiamo il pick and roll iniziale lavorando sull’angolo di blocco e sulla ricezione del bloccante che deve “tagliare fuori” il proprio difensore.

Ricordiamo che ciò che fa crescere i giocatori è:
1-Ripetizione dei movimenti; 2-Correzioni

Teniamo sempre presente questi due punti quando lavoriamo sull’analisi dei movimenti: 1-Tempo che abbiamo a disposizione; 2-Pigrizia dei ragazzi (dopo quanto tempo perdono la concentrazione?)

4 alto

Cerchiamo di servire questo primo taglio di a2
 

Conclusioni

Solitamente noi Mar e Mer lavoriamo su richiami alle collaborazioni a 2 ed a 3. Giovedì e Venerdì lavoriamo sul 5c5 mentre Sabato lavoriamo un’ora al mattino (a ritmo blando) con la ripetizione degli schemi 5c5 e dei rimedi difensivi che vogliamo mettere in atto nella partita del pomeriggio.

Ribadisco: è fondamentale lavorare sulle letture tutto l’anno; ricordiamoci sempre che aiutare i giocatori ad ottenere risultati personali ci fa guadagnare la loro fiducia.