Tre volte invano

Tre volte invanoA cosa servono i grandi varietà televisivi serali autunnali se non a farci re-innamorare della lettura? Dopo alcuni giorni di attesa è arrivata la mia copia del pubblicizzato romanzo “Tre volte invano” di Emiliano Poddi sua opera d’esordio a sfondo cestistico.

Partiamo dal principio: il libro è un romanzo e non una divulgazione tecnica. Il libro l’ho appena cominciato a leggere pertanto non vi farò nessuna pseudo-recensione (per quelle cliccate QUI) ma promette molto bene.

Forse vi chiederete perchè ve ne parlo: il primo motivo è che trovo corretto dare spazio a quelle iniziative non prettamente tecniche che valorizzano comunque il nostro sport.. se anche voi, come me, tenete a casa una piccola biblio-video-ludoteca con libri, fumetti, dvd e videogiochi a tema cestistico da dare ai vostri giovani atleti per stimolarli ed appassionarli al basket mi capirete ancora meglio.

Il secondo motivo è che non posso non raccontarvi la scena vissuta con l’addetta vendite di una nota libreria di Trieste per ordinare il libro. Ecco il dialogo:

IO: “Salve, ho visto che non avete un libro, posso ordinarlo?”
Commessa: “Sì, se è ancora disponibile a sistema certo.. mi dica..”

I: “Tre volte invano”
C: “Tre metri sotto, ok”

I: “No, no, che tre metri sotto.. Tre volte invano”
C: “Ah, tre morti sottacqua!”

I: spalanco gli occhi e penso tra me: mi sta prendendo in giro? “No, mi scusi, il titolo è Tre volte invano”
C:  “Ah, tre morte e un nano! Scusi se non capivo ma c’è casino qui” (dietro di lei non c’è nessuno e nella libreria c’è il solito silenzio di ogni libreria)

I: Comincio a pensare abbia problemi seri, tuttavia non demordo “No, abbia pazienza: Tre volte invano” (cerco di mimare con le braccia il titolo..)
C: (a voce alta) “Tre volte in bagno?” (la fila alla cassa si gira e ci fissa)

I: mi giro dall’altra parte per non incenerirla con lo sguardo mentre la mia fidanzata ha l’intelligenza di spiegare all’altro commesso il titolo e di portare a compimento la prenotazione.
C: “Ah, tre volte invano, inutilmente! Mi scusi ma c’è un baccano qui dietro..”
I: “Già.. non si preoccupi.. capita anche a me..”  (Con gli occhi cerco di scovare le telecamere nascoste della Candid perchè non può essere altro che una messinscena vero?)

Non era una candid camera.

9 Risposte a “Tre volte invano”

  1. Chocolatmaker Dice:

    Bella Maccn!
    Libro eccellente e bella l’idea di parlarne. L’ho letto in un fiato, meno di una settimana. Amore per il basket che macchia le mani…
    Un saluto

    Ciao, Gabriele

  2. Amici del Campetto Staff Dice:

    Molto divertente la convesazione con la commessa :)))

    Non ho ancora provato a prestare libri, VHS, DVD… ai miei piccoli atleti, ma sono certo che e’ un’ottima idea.

  3. mtrabucco Dice:

    ..mi sono dimenticato di specificare che trattasi di commessa trentenne, non novantenne con apparecchio uditivo..

  4. Dosty Dice:

    Sto leggendo solo belle parole per questo libro, penso proprio che sarà la mia prossima lettura.
    Non male il siparietto con la commessa!
    Anche Phil Jackson motiva i suoi giocatori consigliando libri…se non sbaglio a Shaq toccò “Così parlò Zarathustra” :-)

  5. mtrabucco Dice:

    Ho terminato già da qualche giorno la lettura e devo dire che mi è piaciuto davvero un sacco questo romanzo d’esordio di Poddi. Non svelerò nulla sulla trama ma le descrizioni di luoghi e situazioni sono veramente d’effetto.
    Chiunque abbia vissuto la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 a pane e basket non può non riconoscersi, ritrovarsi in molte delle situazioni narrate. Chi si è allenato in un pallone pressostatico come quello dei “3 pini” a Padova non potrà non rotolarsi dalle risate durante la descrizione a colori vivissimi del pallone di Marra, chi ha giocato in un playground di qualche bagno della costa adriatica non potrà non ritrovare personaggi e situazioni simili alla descrizione di Sant’Anna. Ma qui forse sto scoprendo troppo.. ;-)

  6. Fabio Dice:

    scusa ma questo siparietto nn mi fa smettere di ridere…!!! ahahahah mai sentita una cosa del genere..!! ahahahah
    scusa l’intrusione sono un’atleta di coach merola e allo stesso tempo anche un giovane istruttore.. ciao

  7. pietro Dice:

    Libro bellisimo soprattutto per gli appassionati di basket, e mi permetto di dire per quelli con un pò di anni. Per i ragazzi però, per quelli che giocano a basket, non mi sembra molto costruttivo: nel finale non c’è nessuna speranza, solo tanta disperazione.

  8. Anonimo Dice:

    L’ho letto in 2 giorni!!!
    Bello davvero! Poi quando ha nominato “San Giovanni Valdarno(o Val d’Arno), che è la mia città…Chissà come gli è venuto in mente….

  9. Johan Dice:

    Ciao sono I. un ragazzo di Fossano (CN) e ho letto anch’io il libro in un pomeriggio…tutto d’un fiato(anche perchè me lo hanno prestato e volevo renderlo subito)…devo dire che l’ho trovato molto interessante.
    A me è successa una cosa simile: un infortunio iper bastardo alla schiena proprio quando sembrava che avrei cominciato a giocare a basket in una squadra ed ritagliarmi la mia parte come coronamento di sforzi di tanti anni. In allenamento mi sono fatto veramente molto male. Ora ho dolore quasi tutti i giorni e la beffa è che se faccio poco sforzo lo reggo quindi posso far altri sport sempre senza “esagerare” nonostante abbia sempre una punta di dolore che mi ricorda:”mio caro sei rotto vedi di non fare il furbo”!!!. Così succede che alcuni li lasci passare non perchè le tue gambe non ce la fanno a difendere ma perchè te lo dice la tua testa lo sai che rischi di farti ancora più male. Mi manca quella parte che nel romanzo è descritta tanto bene: l’agonismo, il sudore, l’idea di confrontarti con tutte le tue forze, poter giocare senza problemi, senza pensieri…. Succede e succedeva anche a me di avere quella sensazione di amaro in bocca in alcune situazioni belle della vita ordinaria mentre sai che dovrebbe essere solo tutto bello e che chiunque sarebbe al settimo cielo, senza pensieri…anche se dura poco però ti viene da dire “il basket è un’altra cosa”. Il fatto è che lo è veramente.

Lascia una Risposta