Blatt: l’attacco di Treviso in CI’06

Non godeva di troppa fiducia da parte dei media e dei supporters coach Blatt nel 2005 quando arrivò a sostituire nientepopodimenoche Ettore Messina sulla panchina di Treviso.

Tuttavia nonostante un avvio un lento riuscì a portare a casa TOP16 e scudetto nonostante i maggiori crediti venissero dati non all’altra finalista ma addirittura alle due semifinaliste della parte opposta del tabellone.

Qui vediamo un attacco usato in Coppa Italia ma lo stesso attacco sarà quello base per tutti i playoff.

Ricordo molto bene le prime parole di Blatt a Treviso, parole che all’epoca me lo fecero apparire come un “visionario” ma che poi mi hanno lasciato una grande lezione: al tempo diceva che nella squadra avrebbe voluto smarty players, giocatori intelligenti. Siskaukas, Goree e Nicholas erano giocatori intelligenti e lo hanno dimostrato non solo sul campo dove leggevano il gioco molto meglio di molti avversari. Lo hanno dimostrato quotidianamente in palestra perchè sono tutti migliorati in maniera importante durante la stagione ed il loro miglioramento individuale ha portato beneficio a tutto il resto della squadra.. e se pensate che il miglioramento quotidiano sia un atto normale per un professionista beh.. non serve che vi citi illustri casi di illustrissime promesse poi mai mantenute (vogliamo guardare alle promesse italiane e confrontare i loro miglioramenti individuali paragonandoli a quelli di altri parietà stranieri? no dai, facciamolo in un altro post ;-) ).

Permettetemi un’ulteriore divagazione su Drew Nicholas. Arrivato da Livorno con le solite credenziali dell’USA scartato dalla NBA perchè troppo basso e poco atletico per giocare tra i Pro all’apporto offensivo ha aggiunto una (per me) insospettata leadership difensiva nelle chiamate delle diverse difese anche all’interno della stessa azione. Penso che in molti saranno d’accordo con me quando affermo che un conto è essere buoni difensori ma ben altro è essere riconosciuti dalla squadra come il faro della difesa. Niente male per uno su cui si nutrivano forti dubbi sulla “tenuta” in una big europea come la Benetton.

Tornando all’attacco illustrato notate come tutti i giocatori abbiano l’opportunità di attaccare il canestro dalle rispettive posizioni preferite ma notate soprattutto come Siskaukas sia la chiave di violino del gioco: forse nello schema non lo si evince con chiarezza ma le soluzioni dell’attacco sono dettate dalle scelte effettuate da Ramunas su blocchi e tagli. E, anche qui, pensare che all’inizio si sapeva di lui solo che era bravino a tirare piedi per terra da tre punti..

sketch

1

 

Si parte con 1 (Zisis) che porta palla lateralmente, i due esterni 2 (Nicholas) e 3 (Siskaukas) in angolo ed i due interni (Goree e Bargnani) agli angoli della lunetta.

Il gioco comincia con un blocco verticale del lungo sul lato forte a favore dell’esterno (N.B.: si tende sempre a far partire il gioco sul lato del 2, Nicholas o Mordente) che esce a ricevere in punta. Dopo il blocco 5 rolla a centro area per fornire una prima soluzione.

sketch

2

 

Se non c’è la soluzione veloce per 5 si tenta di ribaltare il lato in questo modo: 3 (Siskaukas) si alza in guardia e riceve un blocco da 4 (di solito Bargnani) che ha lo scopo di liberare 3 in un taglio verso canestro: il gioco funziona quasi sempre perchè nessuna difesa può permettersi di lasciare Siskaukas libero sui 3 punti e pertanto il blocco finisce sempre per causare una miriade di rotazioni difensive dove Siska ha buone soluzioni di penetra e scarica.

Ma non è finita perchè 4 dopo il blocco si apre sui 3 punti mentre 3 se non riceve sul taglio prosegue sfruttando il secondo blocco di 5 ed esce in angolo per ricevere mediante la sponda di 1.

sketch

3

 

Questo sketch non lo commento neanche: qui 4 (Bargnani) ha ricevuto palla e può giocarsela in isolamento contro il suo avversario che sarà un lungo da battere sul primo passo se sul blocco non sono stati fatti cambi o un piccolo da battere con un tiro da fuori se sul blocco precedente è stato fatto un cambio di marcatura

Se al posto di Bargnani si trova Goree le soluzioni sono esattamente le stesse dato che anche Marcus è in grado di tirare da fuori o di mettere palla per terra per battere il difensore.

4 Risposte a “Blatt: l’attacco di Treviso in CI’06”

  1. Sasmimo Dice:

    Qualche volta magari butta giù un post sulla difesa di Blatt, mi sa che potrebbe venir fuori qualcosa di davvero molto interessante! :-)
    Sul miglioramento individuale dei pro, leggevo qualche tempo fa un articolo su GdB in cui la quasi totalità dei coach di Lega A sosteneva che tra campionato e coppe il tempo per lavorare su tale aspetto è molto molto limitato. Tra l’altro che la situazione sia stata poi resa ancor più grave dal mercato aperto praticamente tutto l’anno.

  2. mtrabucco Dice:

    Sono un offensivista io, non guardo mai la difesa ;-)
    Scherzi a parte appena avrò materiale sufficiente proverò a buttare giù qualcosa il problema è che scoutare le difese è più difficile rispetto agli attacchi.
    Riguardo il lavoro individuale ti posso solo dire che, per esperienza diretta, mentre molti giocatori italianidurante l’estate vanno a fare le ferie o al massimo giocano nei campetti all’aperto per tenersi in forma altrove escluse le ferie canoniche si va in palestra a lavorare sul proprio bagaglio tecnico. E’ una questione di mentalità e probabilmente di mentalità non solo sportiva..

  3. Sasmimo Dice:

    Yes… tra l’altro direi che la difesa di Blatt è probabilmente una delle più difficili da scoutare in assoluto. Stanno a zona, no stanno a uomo, no aspetta stanno a zona, o forse no…. :)
    Per il discorso miglioramento durante la stagione, ricordo di aver letto addirittura di qualcuno che sosteneva che non era conveniente visto che tanto presto o tardi il giocatore sarebbe andato via e dunque avresti lavorato solo per lui…

  4. mtrabucco Dice:

    Mi pare che le righe che citi fossero opera di Boniciolli. Mancando investimenti pluriennali sui giocatori ed avendo il mercato sempre aperto lavorare individualmente non ha significato per una Società.
    Lo ha molto di più per un professionista ed è qui che critico i giocatori italiani molto poco inclini a sfruttare le pause dall’attività agonistica per aggiungere qualcosa al loro bagaglio tecnico.

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