Dove sono finiti i soldi? (1)

La domanda del titolo è una domanda che chiunque abbia vissuto negli anni ‘80-’90 non può non essersi mai posto guardando al movimento del basket attuale. Anni ‘80-’90 in cui si dominava la scena a livello Europeo sia nel settore maschile che nel femminile. Anni ‘80-’90 in cui anche le società minori avevano sponsor munifici che permettevano di assortire rose di squadre di serie D girando ai giocatori rimborsi spese pari allo stipendio di un operaio e di imbastire faraonici progetti di settori giovanili.

La domanda me la sono posta anch’io e di risposte ne ho trovate a bizzeffe nei pareri degli amici. Risposte che, in una maniera o in un’altra, finivano sempre sullo stesso binario morto: una volta c’erano un sacco di soldi che ora non ci sono più. Con questo intervento (diviso in due “puntate”) intendo fare un po’ di luce in più sulla questione partendo proprio da quanto affermavo prima: “Sì, è vero che una volta c’erano più soldi.. ma questi soldi dove sono finiti oggi?”.

Ho individuato due figure cui girare le mie domande: un commercialista ed un “esperto” di marketing e comunicazione. Non stupitevi se molte risposte date dai “tecnici” ribalteranno le tesi delle mie domande.. non sono nè un esperto di materia fiscale nè di marketing e comunicazione e come spesso accade quando non si è esperti si è vittima di “dicerie popolari” che non sempre corrispondono alla realtà dei fatti.

antonioperna.jpgAntonio Perna è un affermatissimo commercialista Triestino che annovera tra le centinaia di clienti anche molte Associazioni Sportive Dilettantistiche. Il (poco) tempo libero lo dedica anche lui ad allenare giovani cestisti.. senza ombra di dubbio non avrei potuto trovare persona migliore a cui rivolgere le mie domande. Se siete intenzionati a contattarlo: http://www.studioantonioperna.it/.

Domanda: Nulla si crea e nulla si distrugge.. possibile che solo nella congiunzione tra mondo economico e mondo sportivo tale legge della fisica non sia valida? Escludendo il calcio che è un mondo a parte, tutte le discipline sportive sono a corto di fondi.. Davvero di soldi non ce ne sono più? E’ la crisi che spinge a non investire più nello sport minore o sono spariti certi vantaggi fiscali?
Risposta: Non escluderei il calcio, perche´ per me e´ il principale motivo del problema economico/sportivo. Partiamo da alcuni punti fondamentali :
- privati : le aziende private hanno meno soldi a disposizione da investire nello sport e gran parte di essi vengono investiti in sport (calcio in primis) che possano garantire un ritorno di immagine (pensiamo alle tante pagine dei giornali sportivi dedicati al calcio, le ore di ridicole discussioni del dopopartita di calcio in televisione, le centinaia di migliaia di supporter non solo in Italia ma nel mondo);
- pubblico : le istituzioni (CONI in primis) non hanno piu´ quella marea di fondi che gli venivano concessi dai vari governi e quindi viene a mancare un´altra fonte di investimento pubblico nello sport, soprattutto quello minore ;
- politica : tante associazioni sportive ricevevano fino a 10-15 anni fa´ contributi anche dai partiti politici (p.es. le associazioni sportive Libertas ottenevano i contributi dalla Democrazia Cristiana, ma anche altri partiti politici avevano le loro “ramificazioni” sportive), anche tali fondi sono spariti ;
- costi : sino a qualche decennio fa´ i costi di gestione di un´associazione sportiva erano alquanto limitati, mentre ora tutto costa esageratamente (costo palestre, istruttori, attrezzature, visite mediche, assicurazioni, abbigliamento, trasferte) ed i maggiori costi si scontrano fragorosamente con le minori entrate (vedi punti precedenti);
- incertezza del futuro : sino a qualche decennio fa´ si potevano affrontare programmazioni quinquennali, anche dal punto di vista economico, mentre adesso la stragrande maggioranza delle aziende (unico polmone, ormai, delle associazioni sportive) non riescono nemmeno ad immaginare i dati di bilancio del prossimo anno ;
- fisco : per controbilanciare il mancato finanziamento del CONI si sono adottate delle politiche di sgravi fiscali per le associazioni sportive ma il vero problema e´ che il fisco ha aumentato il suo prelievo nei confronti delle aziende private, le quali hanno quindi meno liquidita´ da “girare” al mondo sportivo;

D: Com’è cambiata la fiscalità italiana per chi investe nelle società sportive dilettantistiche nel range 1987-2007? Possibile che prima si investisse solo perchè venivano fatte fatture maggiorate e la GdF non controllava?”
R: Come detto prima la “leva fiscale” ha aiutato, in questi ultimi decenni, piu´ le associazioni sportive (pensiamo al non indifferente abbattimento forfettario dell´ IVA e dell´ IRES stabilito dalla Legge 16/12/1991 n.39 8) piuttosto che le aziende che potevano sponsorizzare le stesse associazioni. Anzi e´ indubbio che un maggior controllo da parte degli organi addetti (GdF e Agenzia delle Entrate) ha certamente ridotto l´ interesse da parte delle aziende nell´ investire nello sport, soprattutto quello “minore”. E´ comunque pur vero che certi fenomeni di elusione e/o evasione collegate al mondo delle sponsorizzazioni sportive ha contribuito all´ aumento di questi controlli, ma d´ altronde lo sappiamo tutti : noi italiani facciamo a gara per vedere chi e´ piu´ furbo: purtroppo, pero´, dopo pagano tutti!
Sino alla fine degli anni ´90 le aziende italiane avevano ancora buoni utili ed erano quindi stimolate nell´ investire nello sport per abbattere i propri utili e quindi pagare meno imposte al fisco. Da tale periodo in poi il mercato non e´ piu´ divenuto nazionale ma globale per cui, oltre al problema della concorrenza esterna ( che ha ridotto gli utili ) gli imprenditori, soprattutto quelli del nord est italiano, hanno capito che era piu´ conveniente, anche finanziariamente, spostare parte della produzione in paesi dell´ est europeo, dove sono stati “girati” diverse migliaia di milioni di euro per la costruzione di fabbriche e per il pagamento della forza lavoro locale. E´ chiaro che anche parte delle sponsorizzazioni si e´ spostata in quei paesi, per motivi di opportunita´ economica, sociale e promozionale.

D: E’ necessario portare nuovi soldi PRIVATI nelle casse delle società sportive: lasciamo perdere il lavoro degli esperti di marketing (oggetto di un altro intervento): cosa si potrebbe fare a livello fiscale per incentivare gli investimenti? Una soluzione equa per fisco, aziende e per le società esiste ?
R: Sono fortemente pessimista sulla possibilita´ di trovare una soluzione equa tra gli estremi di questo triangolo (Fisco-Aziende-Societa´). E´ inevitabile che una delle tre debba rimetterci. Prima ci rimetteva indubbiamente il Fisco (tante Aziende e Societa´ hanno fatto i “furbi”), ora indubbiamente le Societa´ sportive (netto calo delle sponsorizzazioni sportive), mentre le Aziende, come detto prima, hanno trovato altre strade remunerative (internazionalizzazione).

D: Esiste all’estero un modello da poter importare? La Spagna per le società sportive ha un regime fiscale molto diverso da quello ordinario che porta queste società a pagare circa il 50% delle tasse che paghiamo in italia. Questo significa maggior disponibilità per roster più competitivi, infrastrutture per i settori giovanili e attività di promozione territoriale. Che ci sia qualcosa da imparare?
R: Agevolazioni di natura fiscale ci sono anche in Italia, tanto e´ vero che comunque gli sponsor ci sono anche nel nostro paese: il vero problema e´ che il calcio, per i motivi sopra esposti fagocita l´ 80% delle risorse finanziarie pubbliche e private . Penso pero´ che :
- siamo enormemente carenti in infrastrutture ( bisognerebbe avvantaggiare, anche fiscalmente, la realizzazione privata delle infrastrutture sportive ) ;
- maggior intervento a livello politico/istituzionale per l´ assegnazione dei principali eventi sportivi ( Olimpiadi, Campionati mondiali ed europei delle varie discipline ) in quanto, oltre ad ottenere fondi da parte delle istituzioni internazionali per la realizzazione e/o miglioramento delle infrastrutture locali, si darebbe un forte slancio all´ economia turistica, con l´ effetto di sollecitare gli imprenditori nazionali.

La conclusione è chiara secondo il nostro “esperto”: i soldi di una volta sono finiti nelle tasche del fisco e nelle tasche delle società sportive dell’est e da qui “estrarli” sarà piuttosto complicato immagino. La prossima puntata sentiremo il parere dell’ “esperto” di marketing e comunicazione.. a Lunedì prossimo!

4 Risposte a “Dove sono finiti i soldi? (1)”

  1. Amici del Campetto Staff Dice:

    Interessante articolo. Se il calcio perde la sua posizione, saltano non sono le societa’ sportive, ma aziende, citta’,politici… purtroppo lo scandalo di calciopoli non ha cambiato molto (a parte vincere un mondiale).

    Gli sponsor vogliono visibilita’, non interessa la qualita’ tecnico-tattica messa in campo (la partita va in tv?). Forse preferiscono un evento di un week-end di bassa qualita’ che risalti particolarmente, piuttosto che un campionato di livello tecnico elevato.
    Uno degli obiettivi deve essere aumentare gli spettatori. Un modo per farlo? Investire sul settore giovanile… chi non arrivera’ in prima squadra, sara’ comunque legato alla societa’/associazione sportiva in particolare e alla pallacanestro in generale. Oltre a spettatori/sostenitori futuri, si hanno piu’ tesserati, cioe’ piu’ contatti-famiglie a cui arrivera’ il messaggio pubblicitario di uno sponsor.

  2. mtrabucco Dice:

    Accidenti mi anticipi il prossimo argomento! ;-)
    Scherzi a parte quanto evidenzia questo post è proprio il fatto che, per un motivo o per l’altro, si potrà contare sempre meno sui fondi provenienti da enti pubblici e pertanto sarà sempre più importante coinvolgere più tesserati possibili e la comunità locale per avere buoni “numeri” da presentare ai possibili sponsor.

  3. Mik75 Dice:

    Pay TV, Pay TV, Pay TV! Se sponsorizzare una sqadra di uno sport minore vuol dire giungere solo ai pochi che entrano in un palazzetto o agli eletti che hanno SKY si perde molto fascino per un investitore. Fateci caso, s’investiva di più quando c’era la mezza partita su rai2 il sabato pomeriggio!

    P.S. Complimenti per il blog, assieme a Basketnet e a Spaziocoach in testa alla mia interminabile lista di preferiti cestistici! :)

  4. Amici del Campetto Staff Dice:

    Condivido il ragionamento di Mik75

    Spero di non fare torto a nessuno segnalando altri blog interessanti:

    andreaschiavi.blogspot.com
    basketbhall.blogsome.com
    blog.libero.it/apgER
    matteobollini.blogspot.com
    pitihurtado.wordpress.com

    Ciao.

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